Corriere della Sera, 21 dicembre 2016
A Roma anche il caso bilancio. I revisori lo bocciano
«Parere non favorevole». Si concludono così le 46 pagine di parere sul bilancio di previsione 2017-2019 del Comune di Roma. Il verdetto dell’organo di revisione, l’Oref, è impietoso e getta una luce sinistra sul futuro della giunta di Virginia Raggi, già inciampata in mille disavventure politiche e giudiziarie.
Dopo l’arresto di Raffaele Marra e la crisi violentissima con i vertici dei 5 Stelle, in attesa di un possibile avviso di garanzia per abuso di ufficio, la sindaca si trova costretta a difendersi per i rilievi sui conti pronunciati da un organo indipendente. Una bocciatura che costringerà il Comune a ricominciare un complicato iter, fino all’approvazione entro il 28 febbraio (l’Anci ha chiesto la proroga al 31 marzo). Nel frattempo, dal 1 gennaio, entrerà in amministrazione controllata, con il rischio immobilismo.
Ma quali sono i rilievi mossi? La formula riassuntiva è questa: «L’organo ritiene non sufficienti gli spazi di finanza pubblica necessari al rispetto dell’equilibrio finanziario in relazione alle necessità che potrebbero rivelarsi rispetto ai debiti fuori bilancio, alle passività potenziali e alle altre criticità evidenziate». Nel documento si spiega che il prospetto si basa su «previsioni di entrate non strutturali». Ovvero concessioni edilizie, contravvenzioni e soprattutto recupero dell’evasione tributaria, che come insegna il livello nazionale è un obiettivo sempre enunciato e mai realizzato. C’è un problema anche con il Mef, il ministero dell’Economia: il Comune dovrebbe rientrare da un debito di 440 milioni. Nessuna traccia, nel documento, tanto che i revisori segnalano: «Non trovano riscontro le raccomandazioni del Mef e le previsioni del piano di rientro in riferimento alla razionalizzazione e/o alienazione» delle società partecipate. Ci sono «ingenti e imminenti» oneri derivanti dai debiti fuori bilancio, che sono 234 milioni, e dalle «passività» delle partecipate. Non ci siamo, secondo l’Oref, anche per le spese della linea C della metropolitana e per l’ammodernamento di quelle esistenti.
Andrea Mazzillo, assessore al Bilancio, viene incaricato di dare una risposta, che finisce in home page sul blog di Beppe Grillo. Ennesimo segnale del «commissariamento», per il quale ormai ogni mossa viene valutata in stretto contatto con Grillo e Davide Casaleggio. Per Mazzillo la bocciatura deriva da «criticità ereditate dalle passate amministrazioni». Il giovane assessore romano segnala che «analoghi rilievi effettuati dall’Oref in passato non hanno mai prodotto pareri negativi». Poi rilancia: «Raccoglieremo la sfida al rigore». E ancora: «Come riconosciuto dallo stesso Oref, questo è un bilancio vero, ispirato a criteri di prudenza e credibilità. Dopo le opportune modifiche lo riproporremo, con più forza e determinazione di prima».
Prevedibile la rivolta delle opposizioni, che sottolineano come sia la prima volta che viene bocciato un bilancio preventivo (a Ignazio Marino venne invece bocciato il rendiconto del 2013). «Siamo ormai all’incapacità manifesta – dice l’esponente del Pd Matteo Orfini —. Il M5S è l’erede della destra peggiore». Infierisce Giorgia Meloni: «A sei mesi dall’elezione, la Raggi potrebbe battere un altro record: essere commissariata prima da Grillo, poi dal prefetto». Per Riccardo Magi (Radicali italiani), tra i primi a denunciare Mafia Capitale, «la bocciatura dimostra la continuità con i vizi del passato».
Intanto, Raggi continua a essere tenuta sotto stretta osservazione. Non è passata inosservata la mossa di inviare due deputati, Massimo Fraccaro e Alfonso Bonafede, a formare una sorta di nuovo mini direttorio. Stavolta fatto da esponenti non romani, che si occupano di enti locali: mossa che consente a un Luigi Di Maio pressato dagli eventi, di fare un passo indietro su Roma.