Corriere della Sera, 20 dicembre 2016
Il flop dei cinepanettoni
La guerra dei cinepanettoni, che quest’anno si annunciava particolarmente cruenta con sei titoli a contendersi i favori del pubblico si è rivelata più distruttiva del previsto e si è conclusa – almeno nel primo weekend di programmazione – in un vero bagno di sangue.
La sconfitta non poteva essere più eclatante: Rogue One, specie di spin-off della saga lucasiana, ha dominato il botteghino con 3 milioni e 78 mila euro di incasso, distanziando di molte lunghezze i tre film comici italiani che avevano deciso di uscire nello stesso giorno: Poveri ma ricchi (remake di un successo francese firmato da Brizzi e interpretato da De Sica e Brignano) si è fermato a 924 mila euro, Natale a Londra (prodotto da De Laurentiis e interpretato da Lillo & Greg, Paolo Ruffini e Nino Frassica) ha dovuto accontentarsi di 720 mila euro e Fuga da Reuma Park di e con Aldo Giovanni e Giacomo ha chiuso il weekend con 651 mila euro. Tutti e tre battuti anche da Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali che si è piazzato al secondo posto con un milione e 10 mila euro. Distaccati i tre film comici che avevano anticipato l’uscita – La cena di Natale, Un Natale al Sud e Non c’è più religione – e che in questo weekend hanno visto i loro incassi abbassarsi decisamente.
Che Hollywood vincesse ancora una volta la sfida era largamente previsto, ma che i risultati dei film italiani fossero così miseri forse non se lo aspettavano i rispettivi produttori/distributori che avevano accettato la sfida con cuore troppo leggero. In effetti, quest’anno si è riproposto – in peggio – lo scontro già andato in scena l’anno scorso, quando nello stesso weekend prenatalizio si erano misurati Star Wars – Il risveglio della forza e due cinepanettoni, Vacanze ai Caraibi e Natale col Boss : 6 milioni e 620 mila euro d’incasso per il primo, un milione 241 mila e un milione 237 mila per i due italiani. Anche allora c’era lo stesso abisso tra Hollywood e Cinecittà ma la prevista sconfitta dei titoli italiani era stata più onorevole perché entrambi avevano incassato molto più di quest’anno. Nel bilancio poi non sembrano pesare molto il numero di copie distribuite, perché se Il risveglio poteva contare su circa 200 copie in più di Rogue One, i due film italiani sono usciti pressappoco con le stesse copie: quello che si è fortemente ridotto è la forza d’attrazione dei film nazionali che hanno una presenza media per copia decisamente più bassa quest’anno rispetto all’anno scorso.
Certo la corsa al botteghino è ancora lunga, ma forse qualche riflessione si impone, a cominciare dall’affollamento di film tutti uguali, previsti e prevedibili, che smascherano la totale mancanza di ogni progetto seriamente industriale per il nostro cinema, per continuare con la qualità abbastanza scadente dei film presentati.
Se in alcuni film gli sceneggiatori non si sono nemmeno presentati (i tre usciti per primi, dove le scarse idee non sono mai articolate in uno sviluppo narrativo coerente, lasciando gli attori soli con le loro smorfie o i loro imbarazzi), in altri ci si chiede che idea di cinema sia stata perseguita, malinconicamente testamentaria (ma senza l’orgoglio e il coraggio di esserlo davvero) per i tre comici milanesi; solo sguaiata e banalmente razzista (fuori tempo massimo) quella di Brizzi; troppo «furba» quella delaurentiisiana, l’unica che sembra ricordarsi ancora l’importanza della trama ma che finisce per infarcirla di troppi volti, troppi personaggi e troppe situazione, così da annacquare l’effetto comico. Finendo così inevitabilmente per lasciare via libera al cinema degli altri.