La Gazzetta dello Sport, 21 dicembre 2016
I morti di Berlino sono dodici, di cui sei tedeschi. I feriti quarantotto, 18 dei quali gravi e non tutti identificati
I morti di Berlino sono dodici, di cui sei tedeschi. I feriti quarantotto, 18 dei quali gravi e non tutti identificati. Ci sono due italiani tra i feriti (non gravi, uno già dimesso) e un’italiana tra i dispersi, Fabrizia Di Lorenzo, 31 anni, che lavorava da tempo nella capitale tedesca e ieri mattina non si è presentata al lavoro. Ne riferiamo in altra parte del giornale. Il ministro dell’Interno De Maizière si dice convinto che non sia stato un incidente, ma un attentato. Tutti gli esperti riconoscono nel modo del massacro la matrice jihadista, indipendentemente dalle rivendicazioni, che possono anche essere più o meno fasulle. Il pakistano arrestato poco dopo la strage a due chilometri di distanza da Breitscheidplatz (all’altezza della Colonna della Vittoria, all’uscita del Tiergarten) forse non c’entra niente. Il capo della polizia, Klaus Kandt, ha detto che si tratta di un richiedente asilo, arrivato in Germania il 31 dicembre dell’anno scorso, presente a Berlino da febbraio, pizzicato qualche volta per reati minori ma assente dalle liste degli islamici radicalizzati. Si chiama Navid B., e però ha cambiato identità parecchie volte. Ha 23 anni. Si proclama innocente. Gli stanno facendo l’esame del dna, da confrontare con le tracce biologiche presenti sul camion. Intanto, alle 4 del mattino, duecento poliziotti si sono presentati al campo profughi allestito nell’ex aeroporto di Tempelhof, con l’idea che il terrorista (ancora libero, e armato) potesse trovarsi lì. Dopo le perquisizioni non hanno arrestato nessuno.
• È vero che il camion proveniva dall’Italia?
Sì, una ditta del torinese, fornitrice di Thyssenkrupp, lo aveva caricato di travi di acciaio perché le portasse alla Thyssenkupp Schulte di Berlino. Il camion era arrivato a Berlino un giorno prima e non era stato scaricato. La consegna doveva avvenire ieri. In questo intervallo di tempo, il mezzo è stato sequestrato dal terrorista autore della strage, che ha ucciso con un colpo di pistola l’autista, tenendosi il cadavere vicino mentre compiva la strage. Cinquanta metri a tutta velocità in mezzo alla gente che faceva le compere di Natale, schiacciando quelli che incontrava e rovesciando le bancarelle.
• Lo spedizioniere non era polacco?
Sì, Ariel Zurawski, di Gryfino, nordovest della Polonia. L’autista del camion era suo cugino. Un omone di un metro e ottanta per 120 chili, 37 anni, sposato e con un figlio di 17 anni. Secondo Zurawski, «una sola persona non avrebbe potuto aver ragione di lui». Sul cadavere sono stati trovati molti segni di violenza, tumefazioni e anche una ferita da taglio. Foto scattate da un satellite hanno rivelato che il sequestro è avvenuto almeno quattro ore prima del massacro: dalle 15.44 qualcuno ha acceso e spento più volte il motore. Dalle 16.52 alle 17.37 il motore ha girato senza però che il camion si muovesse. Alle 19.34 è partito in direzione della piazza dietro la Kurfürstendamm.
• La Merkel? Credo che l’attentato le creerà parecchi problemi.
La Kanzlerin, vestita di nero, è andata sulla Breitscheidplatz. Rientrata nella sede della Cancelleria ha detto: «Non vogliamo vivere nella paura anche se queste sono le ore della paura nel nostro Paese. Sarebbe intollerabile se si confermasse che a compiere questo atto è stata una persona che ha chiesto protezione e asilo in Germania. Il Paese continuerà a dare sostegno a chi vuole integrarsi». Ha problemi, sì, nonostante la svolta a destra garantita all’ultimo congresso (90% di adesioni, ma in calo rispetto agli anni scorsi) e i rimpatri di afgani delle settimane scorse. Marcus Pretzel, marito di Frauke Petry, la leader dei nazionalisti di Alternative für Deutschland, ha detto: «Bisogna smetterla con questa ipocrisia. Questi sono i morti di Merkel». La moglie ha parlato di «importazione irresponsabile di terroristi». Dall’interno, le contestazioni maggiori vengono dai bavaresi della Csu: il governatore della Baviera, Horst Seehofer, ha ribadito che la politica sui profughi va cambiata.
• Chiusura dei mercatini di Natale?
No, ha chiuso ieri, e solo per ieri, quello dell’attentato, ma resteranno aperti tutti gli altri e ci sarà anche la festa di Capodanno alla Porta di Brandeburgo. Merkel ha detto: «Non esistono risposte semplici. Non dobbiamo rinunciare ai mercatini di Natale, alle belle ore con la nostra famiglia. Non vogliamo vivere paralizzati dalla paura. Troveremo la forza per continuare ad essere uniti, aperti, liberi».
• E in Italia?
Al Viminale il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha convocato il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa), disponendo poi che restasse riunito in seduta permanente. Al termine è stata diramata una direttiva a questori e prefetti per «rafforzare i controlli nelle aree di maggiore afflusso di persone in occasione dello svolgimento di eventi, manifestazioni o cerimonie previste per le prossime festività natalizie nonché verso luoghi che notoriamente registrano particolare afflusso di visitatori».