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 2016  dicembre 20 Martedì calendario

Sua maestà il bollito e il Natale è servito

La stella del Natale passa prima in cucina. Con i sapori di piatti della tradizione e i dolci che slargano speranze, con la saggezza dei nonni e il sorriso dei bambini. Finalmente Natale, ricette e racconti per giorni di festa, di Sabrine d’Aubergine, (Guido Tommasi editore, pp. 192, 25) è il racconto di una piccola cucina – una cucina vera, come le nostre – che in preparazione della Vigilia si anima di avventure dagli esiti commestibili. Ingredienti e personaggi s’intrecciano in un alternarsi di storie e ricette, perché è così che la vita funziona davvero. Tra una sformata e l’altra, prendono forma i regali golosi che finiranno sotto l’albero: biscotti, sciroppi, torrone e croccanterie varie, vasetti di chutney e gelatine, pot-pourri. Si va dalle brioches con mandorle e fichi ai panini di Santa Lucia, che profumano di arance e zafferano e sono buonissimi da soli o sposati con la marmellata. 
Ci sono anche i biscotti per l’albero alle spezie e cacao; prepararli è una festa e le domeniche d’Avvento sembrano fatte apposta per sformare piccole prelibatezze e coinvolgere i più piccoli di casa. E così con le stelle di burro, zucchero e mandorle o gli amaretti di noci, mentre per il tavolo della tombola ecco il croccante di mandorle e quello di sesamo all’arancia, passando per i tartufi di cioccolato al peperoncino e il tronchetto di Natale. Ci sono i grandi classici, ma può succedere che il panettone finisca per profumare di noci e gorgonzola e il brasato di vin brulé. E abbondano le ricette di ispirazione nordica, perché lo sanno tutti che Babbo Natale vive tra le renne. Sua maestà il bollito recita la parte del leone, magari recitato secondo la super classica declinazione piemontese, che prevede che alle carni si accompagnino cipolline, zucchine e finocchi ripassati al burro insieme a patate, rape e carote lesse, senza dimenticare le salse, per gli ortodossi a dir poco obbligatorie: il bagnèt verde, la salsa di pomodoro e acciughe, la salsa con senape, la mostarda d’uva e la salsa delle api (a base di miele, noci, senape in polvere, magari abbinando con il cotechino di Capodanno il corroborante vin brulé. Una raffinatezza il petto d’anatra con castagne all’armagnac, mentre l’orto d’inverno consiglia di portare in tavola il purè di zucca marinata. Non meno saporita e facile da preparare la marinata di mele e aringa o la crema di funghi. L’ippocrasso, invece, vi stupirà. Occorrono vino, miele e spezie per questa ricetta che risale alla notte dei tempi. I secoli non ne hanno intaccato il fascino: è semplicissima e deliziosa, e l’ippocrasso – una specie di antenato del vermouth – si beve che è un piacere. Servitelo appena fresco, a bicchierini, ma è una risorsa preziosa anche per usi alternativi: gelatine e pere al forno. Per finire sciroppo di melagrana e dello sciroppo di pere e zenzero.Servono altri motivi per darsi da fare aspettando la stella del Natale?