Il Messaggero, 20 dicembre 2016
Scuole e strade, tangenti al 20% su lavori mai fatti a Roma
Appalti per lavori già eseguiti, restauri mai effettuati, fatture false per centinaia di migliaia di euro: la nuova operazione contro la corruzione riguarda asili, scuole materne, strade. Tutti quei luoghi che toccano la vita quotidiana, i bambini, e che ancora una volta vedono protagonisti amministratori comunali, funzionari e imprenditori. Il nucleo anticorruzione della Guardia di finanza ha arrestato ieri dieci persone coinvolte nell’ennesimo intreccio illecito. L’indagine riguarda il I e il XIV Municipio e, in particolare, la manutenzione di quattro edifici scolastici, Casal Sansoni, Pietro Bembo, Montarsiccio e Cerboni. L’operazione che è stata denominata Sistema, porta la firma del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pm Erminio Amelio, che contestano, a vario titolo, ai 27 indagati, reati che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al peculato, alla corruzione, alla truffa ai danni dello Stato.
A far scattare l’indagine è stata la denuncia presentata dall’ex presidente del Municipio, Valerio Barletta, che ha segnalato oltre alle anomalie di alcuni lavori, anche il vero e proprio accordo siglato tra imprenditori e funzionari per dividersi la torta delle risorse pubbliche. Il bottino è di circa 400 mila euro, denaro che però è stato spartito quasi in maniera usuraria, visto che i dirigenti pubblici sotto accusa avrebbero percepito, in cambio del favore, un importo pari al 20 per cento delle somme liquidate per i lavori. Manutenzioni e restauri che non sono mai stati eseguiti.
IL PAVIMENTO
Evidenzia il gip nell’ordinanza di custodia cautelare che, in uno dei casi citati, un architetto, dirigente dell’amministrazione capitolina, «avrebbe distratto i soldi delle opere pubbliche» per farsi rimettere a posto anche il pavimento della sua casa a Formello. E avrebbe giustificato la distrazione di denaro (20 mila euro) gonfiando lo stato di avanzamento dei lavori.
Sono in totale dieci gli imprenditori finiti ai domiciliari, mentre il gip Livio Sabatini ha respinto la richiesta di arresto per i funzionari ritenendo non sussistenti le esigenze cautelari. Si tratta di Antonio Adamo, Bruna Benni e Filippo Dicembre. Per loro, è scritto nel provvedimento restrittivo, la «risalenza temporale dei fatti accertati esclude, con evidenza, l’attualità delle esigenze cautelari né le attuali cariche ricoperte dagli indagati Benni (assegnata all’ufficio Occupazione suolo pubblico del XV Municipio) e Adamo (dirigente tecnico presso il Dipartimento mobilità e trasporti) consentono perciò solo di giungere a diverse conclusioni». Dal canto suo Dicembre «è collocato in quiescenza dal 2014». Quanto a Roberto Botta, altro dirigente comunale, «la natura dell’illecito penale e l’episodicità della condotta escludono la sussistenza delle esigenze cautelari». Una conclusione che viene ribadita anche nei riguardi dei funzionari Antonio Cataldo, Fabrizio Marano e Maurizio Di Tosto.
Le indagini hanno permesso di ricostruire l’operatività di una struttura imprenditoriale che ha movimentato decine di milioni di euro giustificati da fatture per operazioni inesistenti per evadere il fisco e costituire riserve occulte da destinare a finalità illecite, attraverso una galassia di società cartiere. Il gruppo fa capo a due imprenditori di Artena, particolarmente attivi nell’ambito degli appalti pubblici del settore edile e della manutenzione stradale della Capitale. E infatti, oltre alle scuole, gli investigatori hanno accertato irregolarità anche in alcuni stanziamenti che erano stati preventivati per il Giubileo. In particolare la riqualificazione della centralissima via del Melone, nelle vicinanze di piazza Navona, individuata come una delle strade di passaggio strategiche negli itinerari pedonali verso la Basilica di San Pietro. I lavori regolarmente eseguiti sono stati inaugurati a giugno 2015 per poi essere appaltati nuovamente nel 2016. In questo caso i reati contestati sono di falso e turbativa d’asta. E i fatti risalgono al 2013 e 2015.
Nel dettaglio, si tratta di opere che dovevano essere eseguite con il contributo di 60 mila euro offerto da una società privata che gestisce un hotel che si trova proprio nella via incriminata, al quale il Comune avrebbe dovuto aggiungere ulteriori 100 mila euro. Sebbene gli interventi siano stati completati nel mese di giugno 2015, tutte le procedure amministrative di affidamento, consegna ed esecuzione, risultano formalmente avviate solo nel mese di febbraio del 2016. Inoltre, la spesa reale per l’esecuzione è risultata essere di gran lunga inferiore al solo contributo del privato.