La Stampa, 18 dicembre 2016
E ora si indaga sul fratello di Marra. Ecco tutti i rischi che corre la giunta
L’ombra dell’abuso d’ufficio e la paura di un avviso di garanzia ormai imminente avvelenano il sabato di Virginia Raggi. Due diverse inchieste della Procura di Roma hanno messo spalle al muro la sindaca della Capitale. E c’è in agguato un terzo filone d’indagine che riguarderebbe un altro Marra, Renato, il fratello maggiore di Raffaele. Già vicecomandante dei vigili, è stato spostato alla direzione Turismo del Comune, con tanto di aumento di stipendio: circa 20 mila euro in più. Un provvedimento del quale la sindaca, per difendere Marra, si è intestata la paternità incorrendo però proprio per questo nel rischio di essere perseguita per abuso d’ufficio. Lo stesso reato del resto che sembra stia per esserle contestato anche per il caso Romeo.
Sulle nomine infatti è stato interrogato il 16 dicembre scorso l’ex capo dell’Avvocatura capitolina, Rodolfo Murra, ascoltato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Francesco Dall’Olio come persona informata sui fatti. I magistrati vogliono capire chi ordinò di disapplicare l’articolo 90 del Tuel (testo unico per gli enti locali) applicando invece il 110 che non era pertinente. In Campidoglio qualcuno parla di «capricci» della prima cittadina che hanno portato alla delibera che ha attribuito a Salvatore Romeo (capo della segreteria politica della sindaca) 110 mila euro annui contro uno stipendio di 38 mila che gli toccava come dipendente comunale. Insorsero, oltre a Murra, sia Marcello Minenna, ex assessore al Bilancio, sia l’ex capo di Gabinetto Carla Raineri, subendo per questo una ritorsione dell’entourage della sindaca. Minenna e Raineri rinunciarono all’incarico mentre a Murra fu preferito un altro legale, nominato a capo dell’ufficio.
In questa vicenda di illeciti e pressioni entra in gioco anche Raffaele Marra che difese a spada tratta la delibera 19 sulla scorta di un parere del 2010, firmato da un legale del Campidoglio di era alemanniana, con cui si risolse un caso simile a quello di Romeo. «Se la sente di scrivere un parere uguale a questo?», avrebbero chiesto Raggi e Marra all’avvocato Murra, sostenendo che «al Comune di Firenze lo fanno». Davanti al suo rifiuto la sindaca firmò in settembre una seconda delibera per Romeo che, se gli abbassava lo stipendio, non sanava però l’illegittimità di fondo del provvedimento.
Dopo l’audizione di Marra, il capo del personale del Campidoglio, dunque, potrebbe essere raggiunto a Regina Coeli da un nuovo avviso di garanzia per abuso d’uffico. Intanto le indagini si estendono all’ipotesi di riciclaggio di denaro e si indaga anche «sull’eventuale presenza presso intermediari con sede a Malta di rapporti riconducibili a Marra e ai suoi familiari».