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 2016  dicembre 18 Domenica calendario

Barche e vincite sospette il tesoro dell’ex finanziere nascosto nei conti a Malta

Se Raffaele Marra ha davvero accumulato un tesoretto nei suoi anni alla Regione Lazio prima, e al Comune di Roma poi, quel denaro si trova sull’isola di Malta. I magistrati che lo hanno fatto arrestare ne sono convinti, e per questo hanno fatto partire una rogatoria indirizzata al governo maltese, per individuare tutte le disponibilità economiche dell’ex braccio destro del sindaco di Roma Virginia Raggi. Conti correnti, eventuali società, depositi, proprietà. Barche. Una mossa che rivela ciò che gli investigatori sospettano sull’uomo che bazzica le stanze del Campidoglio da almeno cinque anni. Non sarebbe un caso, dunque, che nel 2015 i figli e la moglie di Marra, Chiara Perico, abbiano trasferito la residenza a Saint Julian, a nord della capitale La Valletta. Sull’isola di Malta, dove già da anni si è trasferito Catello Marra, il fratello maggiore di Raffaele.
Il business nautico. Sulle tracce dei soldi della famiglia Marra, si muove da qualche settimana anche l’Unità di Informazione finanziaria della Banca d’Italia. Nel primo rapporto inviato al procuratore aggiunto Paolo Ielo che indaga per corruzione e riciclaggio, Palazzo Koch segnala una serie di prelievi di contanti dalla carta di credito intestata a Raffaele Marra effettuati da atm maltesi, e un bonifico da 4mila euro proveniente da un conto bancario riconducibile a Catello. Causale: «Rimborso anticipo Folgaria». Ma è attorno a una barca che il funzionario di Bankitalia si sofferma un po’ di più. Tra il 2011 e il 2013 sul conto corrente di Marra individua una sfilza di addebiti mensili, corrispondenti al canone pagato alla Compagnie Generale De Location D’Equipments e alla
Sgb Finance, due società francesi di leasing e finanziamento nautico. «Tali operazioni appaiono collegati a subentri in contratti di leasing e a compravendite di imbarcazioni». Ne vengono fuori almeno quattro, di operazioni. La prima, nel maggio 2011, ebbe come controparte Stefano Vicario, regista televisivo che ha collaborato con la Rai: «Nei mesi precedenti – annota la Uif – Marra, era stato consulente del direttore generale della Rai». Tra il maggio e il giugno del 2015, infine, a favore di Marra un intermediario maltese sottoscrive quattro bonifici pari a 240.000 euro, «che sembrano riferibili alla cessione di un’imbarcazione». Vogliono vederci chiaro, andare a fondo. Per approfondire, infatti, la Banca d’Italia ha chiesto ulteriori informazioni agli istituti centrali francesi e maltesi.
Le “presunte vincite”. Raffaele Marra è un ex ufficiale della Guardia di finanza, non ha mai avuto stipendi da favola quando era militare, e non è ricco di famiglia. Però è un uomo oggettivamente baciato dalla fortuna. Non si spiegano altrimenti quei sei assegni, per un importo di circa 30.000 euro, emessi da agenzie (Ippica Talenti, Laurentina srl, Ge.P.E.) partner della concessionaria di scommesse sportive Snai, a fronte di vincite che l’Uif definisce «presunte». E sulle quali sta conducendo un’indagine a parte ancora in corso.
I primi tre assegni portano la data del settembre del 2012. Se sono effettivamente vincite al gioco, Marra è riuscito a portarsi a casa 22.000 euro in dodici giorni. Gli altri assegni li ha incassati nei tre mesi successivi. Non è l’unica “singolarità” scovata nelle entrate del capo del personale del comune di Roma, finito in manette con il palazzinaro Sergio Scarpellini. C’è pure un altro assegno, da 2.245 euro, della Emme Oro, anch’essa operante nel settore dei giochi, emesso nel novembre di quel fortunato 2012.
Catello, il fratello maggiore. I viaggi di Raffaele Marra tra Roma e Malta sono andati avanti per anni a cadenza settimanale, o quasi. A chi lo incrociava all’aeroporto di Fiumicino, raccontava di stare seguendo un non meglio specificato corso accademico. Non era così. Al magistrato Carla Raineri, la capa di gabinetto scelta inizialmente dalla sindaca Raggi e che si è dimessa il primo settembre scorso, Marra confidò di essere stato costretto a trasferire la moglie e i quattro figli sull’isola, «perché erano minacciati dalla criminalità organizzata», e di aver rinunciato alla scorta «nonostante anche la sua incolumità fosse a rischio».
Di certo il trasloco a Malta è stato quasi un ricongiungimento familiare, perché si sono ritrovati con Catello, il maggiore dei tre fratelli Marra, tutti con un passato nella Guardia di Finanza: Catello ha 54 anni, Renato (l’attuale capo del dipartimento Turismo del comune di Roma, una delle nomine contestate di Raggi) 46 anni, Raffaele 44.
Stando a quanto recita un curriculum lungo nove pagine che si trova in Rete, Catello Marra nella vita ha fatto il collezionista di onorificenze ed encomi, stabilendo infine a Malta il centro dei suoi affari: psicologo, psicoterapeuta, perito tecnico del tribunale di Roma, Consigliere per gli affari generali dell’ambasciata del Congo presso il Quirinale, Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica italiana, Cavaliere dell’ordine equestre di San Silvestro Papa, Cavaliere di Gran Croce di Cipro e, soprattutto, Governatore Generale dell’International Organization for Diplomatic Relations, una organizzazione non governativa di Malta che annovera, tra i suoi risultati, l’aver organizzato e finanziato l’ostensione del “cuore di Padre Pio” da Pietrelcina a Boston, negli Stati Uniti. Nulla dice, però, del suo passato da finanziere, quando incappò in una vicenda di concorsi truccati al centro di reclutamento dei sottufficiali e si dovette dimettere.