Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2016  dicembre 19 Lunedì calendario

Lo sballo record dei teenager. Su fumo, alcol e droghe gli italiani battono gli europei

Sigarette, spinelli e anche alcol sono ai minimi storici fra i giovani Usa e da New York a Los Angeles si indaga per capire i motivi di questo successo. Anche in Italia si indaga da tempo ma per i motivi opposti. Ogni anno nuove ricerche fanno emergere un quadro sempre più allarmante: i ragazzi italiani non sono mai stati così legati a fumo e alcol. A nulla sono servite leggi e divieti che proibiscono ai minorenni di fumare e acquistare alcolici. Gli adolescenti del nostro Paese sono i più accaniti fumatori tra i loro coetanei dell’Ue. E anche con birra, vino e affini non va molto meglio.
Secondo il rapporto del Progetto europeo di indagini sull’uso di alcol, droga e sostanze psicoattive nelle scuole (Espad) diffuso tre mesi fa, se complessivamente il 54% degli adolescenti europei non ha mai acceso una sigaretta, il 37% di quelli italiani è considerato un fumatore abituale. I giovani si sballano, ma mai come in Italia dove gli studenti fanno un maggior uso di alcool e di nuove sostanze psicoattive rispetto alla media dei coetanei europei. Sono proprio queste ultime, secondo Espad, a rappresentare il principale motivo di preoccupazione. Secondo Alessandro Rosina, sociologo, ordinario di demografia all’Università Cattolica, l’allarmante record degli adolescenti italiani è frutto di tre fattori: «Innanzitutto le campagne di sensibilizzazione sui danni provocati dal fumo non sono in sintonia con la sensibilità degli adolescenti italiani mentre sono molto più efficaci in altri Paesi dell’Ue. La sigaretta, poi, è un modo per atteggiarsi da grandi ed è molto più necessaria in Italia dove si resta in una situazione di finta adolescenza molto più a lungo che in altri Paesi Ue per motivi essenzialmente economici. Infine c’è un problema di stress, gli adolescenti italiani hanno maggiori difficoltà e minori prospettive di quelle di tanti coetanei europei. Anche questo li induce a fumare di più». Il rapporto sottolinea inoltre che il rischio di dipendenza dalla nicotina aumenta con il diminuire dell’età. Ovvero: più si è giovani, più si corre il rischio di contrarre il vizio.