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 2016  dicembre 19 Lunedì calendario

I due armistizi del 1943. Brutte pagine di storia

Ho trovato citato in un libro il lungo armistizio del 29 settembre 1943 firmato a Malta da Badoglio ed Eisenhower. Non ne conoscevo l’esistenza. Forse che gli alleati non si fidavano di quello firmato il giorno 3 dal generale Castellano o dovevano aggiungere altre clausole? Fu allora che venne trattata la cobelligeranza?
Antonio Fadda
antonio.fadda@virgilio.it
 
Caro Fadda,
Il «lungo armistizio» non fu una sorpresa. Quello «breve», firmato dal generale Castellano in Sicilia il 3 settembre, conteneva soltanto le clausole militari di cui gli Alleati avevamo bisogno nella fase in cui ancora speravano di avanzare rapidamente verso Roma. Una copia dell’armistizio lungo era già stata consegnata dalle autorità inglesi a Castellano quando fu mandato a Lisbona, verso la metà di agosto, per avviare i primi negoziati. Vi erano minuziosamente elencate tutte le condizioni militari e politiche a cui il governo Badoglio avrebbe dovuto attenersi sino alla fine della guerra: dalla consegna del materiale militare alla liberazione dei prigionieri di guerra e politici, dall’abrogazione delle leggi fasciste al congelamento di tutte le risorse finanziarie di cui le autorità italiane ancora disponevano nel territorio nazionale e all’estero. Badoglio protestò, ma non poteva ignorare che Roosevelt e Churchill, a Casablanca nel gennaio 1943, avevano deciso che all’Italia sarebbe stata imposta una resa senza condizioni.
Forse le cose sarebbero andate diversamente se l’8 settembre, dopo l’annuncio dell’armistizio, le forze italiane, obbedendo a un piano organico, avessero difeso il territorio nazionale contro i tedeschi, impegnato numerosi reparti della Wehrmacht e offerto così agli Alleati l’occasione di tentare una più rapida avanzata verso nord. Ma questo, come sappiamo, non accadde.
Nella realtà, tuttavia, le clausole dell’armistizio lungo furono applicate con un certo pragmatismo. A differenza della Germania dopo la sconfitta, l’Italia, sino alla fine della guerra, ebbe ancora un territorio nazionale, un sovrano, un governo, una bandiera, un corpo diplomatico, qualche formazione militare e un movimento di resistenza che non liberò il Paese (come molti vorrebbero credere), ma conquistò la stima e il rispetto degli Alleati.
Se vorrà maggiori informazioni, caro Fadda, le consiglio la lettura di quello che a me sembra essere il migliore libro sull’argomento. È stato scritto da Elena Aga Rossi, uno degli allievi prediletti di Renzo De Felice, e si intitola L’inganno reciproco. L’armistizio tra l’Italia e gli anglo-americani del settembre 1943. È stato pubblicato nel 1993 dall’Ufficio centrale per i Beni archivistici del ministero per i Beni culturali e ambientali. Vi troverà, tra l’altro, una straordinaria messe di documenti.