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 2016  dicembre 19 Lunedì calendario

Il sistema elettorale a cui punta Matteo Renzi, e con lui l’intero Pd (è d’accordo pure la sinistra), è il vecchio Mattarellum

Il sistema elettorale a cui punta Matteo Renzi, e con lui l’intero Pd (è d’accordo pure la sinistra), è il vecchio Mattarellum. Il segretario lo ha annunciato ieri alla direzione del partito, riunita all’hotel Ergife di Roma: «È una proposta fatta di un articolo, non c’è bisogno di inventarsi altro. Lo chiedo formalmente, a Forza Italia, ai nostri alleati centristi, alla Lega Nord, alla sinistra che si sta anche riorganizzando - vedo con molto interesse ciò che Giuliano Pisapia sta cercando di costruire - e lo chiedo al M5s. Se ci sarà melina, si andrà a votare con il Consultellum, e io vorrò candidarmi al Senato». Una battuta, duplicata subito dopo: «E in prospettiva al Cnel» cioè a quell’organismo unanimente giudicato inutile, che la riforma aboliva e che la vittoria del No ha salvato.

Che cos’è il Mattarellum?
È un sistema elettorale inventato dall’attuale presidente della Repubblica e messo alla prova nelle elezioni del 1994. C’erano stati l’anno prima otto referendum, promossi dai radicali e che avevano raggiunto tutti il quorum con la vittoria del Sì. Uno di questi otto referendum riguardava la legge elettorale, di cui si tagliavano parti in modo tale che ne risultasse un sistema maggioritario, a un turno, non collegato ai partiti. Sistema maggioritario significa che si va alle urne scegliendo un candidato tra molti e quello che prende più voti va in Parlamento. Il Mattarellum corresse questa impostazione troppo maggioritaria (e infatti Pannella lo giudicò un tradimento della volontà espressa l’anno prima dagli elettori, e Sartori sostenne che alla fine il Mattarellum non era neanche un vero maggioritario), con un sistema misto. Il 75% dei seggi (475 alla Camera e 232 al Senato) sarebbe stato assegnato con maggioritario a un turno, il restante 25% con un proporzionale. Sbarramento al 4%, divieto per lo stesso candidato di presentarsi in più di un collegio. C’era poi tutto un sistema di scorpori e di resti che le risparmio e di cui ci occuperemo, magari, se davvero il Mattarellum tornerà in auge. Renzi ha ricordato che con questo sistema vinse sia il centro-destra (Berlusconi 1994 e 2001) sia il centro-sinistra (Prodi 1996). È possibile che il feeling degli ultimi giorni con Berlusconi per via della vicenca Bollorè abbia reso il Cav meno intransigente di prima.  

È vero che basterebbe una legge di una sola riga?
Sì, anche se forse qualche piccola correzione al Mattarellum andrebbe fatta. Berlusconi, dando retta a Casini, la sostituì con il Porcellum - scritto poi da Calderoli - in vista delle elezioni del 2006 per complicare la vita al sicuro vincitore Prodi. Il nuovo Mattarellum dovrebbe forse contenere un articolo che impedisca ogni modifica nella seconda parte di ciascuna legislatura. Renzi vuole una procedura veloce in modo da votare al più tardi a giugno, data a cui Berlusconi finora ha resistito (vuole andare al 2018, scadenza naturale della legislatura).  

E il Consultellum?
È il nome dato al Porcellum modificato dalla Corte costituzionale. Un proporzionale puro con un sistema complicato di sbarramenti, in sostanza un 4% alla Camera e un 8% al Senato.  

Che altro ha detto Renzi?
«Sconfitta netta, partita strapersa. Speravo in 13 milioni di voti, non ne sono bastati 13 e mezzo. Dobbiamo riflettere ma ripartire. Perché il No non è un fronte omogeneo. Se anticipassimo il Congresso, come vorrebbe la minoranza, daremmo la stura a rivincite e regolamenti di conto. Rispetteremo le scadenze statutarie, sui contenuti, non regoleremo i conti. La prima regola del nuovo corso deve essere di ascoltare di più, io per primo. La politica non è indicare ciò che non va, non è l’urlo. Se per dire no alla corruzione si dice No alle Olimpiadi non si ferma la corruzione ma si fa male alla propria città. Abbiamo perso al Sud, abbiamo perso con i giovani (fa male, perché la nostra generazione che perde nella sua fascia di riferimento fa pensare). Non mi vedrete fare il tour del Paese con i camper, è finito il tempo. Voglio lavorare in modo meno organizzato, arrivare all’improvviso, fare l’allenatore e il talent scout di giovani. Verrò a cercarvi uno per uno, voglio stanarvi e chiedervi di darci una mano per fare il Pd più forte. Infine, abbiamo perso sul web».  

Il partito non si è spaccato?
Ancora no. Giachetti ha preso a parolacce Speranza, che si candiderà contro Renzi alle primarie. La minoranza è uscita senza votare sul documento conclusivo proprio per non creare problemi sul Mattarellum, che condivide.  

Chi ha partecipato?
C’era il presidente del Consiglio Gentiloni, Bersani, Enrico Rossi, Davide Zoggia, Fassino. D’Alema no, non s’è fatto vedere.