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 2016  dicembre 16 Venerdì calendario

Mediaset, l’arma legale per «congelare» l’affondo

La difesa di Fininvest dalla mossa ostile di Vivendi passa anche da una strategia legale ben studiata. E il pool di avvocati è evidentemente al lavoro per mettere a punto il tassello chiave che potrebbe «rendere inefficace» il pacchetto di azioni in mano al gruppo francese. L’idea, attorno alla quale si sta ragionando, è di non permettere al colosso guidato da Vincent Bolloré di esercitare pienamente il proprio diritto di voto in una futura assemblea.
Possibile? Punto di partenza è la mossa compiuta dalla holding non appena appreso che Vivendi aveva rilevato un 3% della società ed era pronta a salire al 20%, obiettivo poi raggiunto nell’arco di appena quarantotto ore. In quel momento, la cassaforte della famiglia Berlusconi ha deciso di presentare alla Procura della Repubblica di Milano e per conoscenza alla Consob una denuncia per manipolazione del mercato nei confronti di Vivendi. A depositare l’atto è stato l’avvocato Niccolò Ghedini.
Ora, quello stesso pool che ha gettato le basi dell’affondo, sta lavorando a un’ampia memoria che verrà presentata a stretto giro. E proprio in quelle carte è custodito lo spunto che potrebbe dare il via alla successiva richiesta di contenere l’avanzata di Vivendi. D’altra parte, la battaglia tra i due si gioca sul filo dell’Opa e ogni azione, e soprattutto ogni voto associato a quel titolo, risulta fondamentale per stabilire i nuovi equilibri. Ecco perché l’altra arma di difesa, oltre a consolidare il controllo, è quella di provare a sterilizzare la posizione francese. E in quest’ottica, cruciale è ciò che dispone il Testo Unico della Finanza. L’articolo 185 stabilisce che commette manipolazione di mercato «chiunque diffonde notizie false o pone in essere operazioni simulate o altri artifizi concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari». Allo stesso modo, l’articolo 187 definisce le pene accessorie per chi commette un simile reato e al comma 1 è scritto: «In caso di condanna per uno dei reati previsti dal presente capo è disposta la confisca del prodotto o del profitto conseguito dal reato e dei beni utilizzati per commetterlo». La confisca evidentemente scatta dopo la condanna ma potrebbe essere richiesto a un giudice ordinario un provvedimento d’urgenza? È un’ipotesi. Ma molto dipenderà da come verrà costruita quella memoria e da come si cercherà di provare che, con il “disconoscimento” dell’accordo su Premium annunciato il 26 luglio scorso Vivendi sia riuscita a incidere in maniera artificiosa sull’andamento e la performance del titolo Mediaset.