la Repubblica, 8 dicembre 2016
È sorpasso: più Lp che download
LONDRA A VOLTE ritornano. La settimana scorsa, in Gran Bretagna, le vendite di dischi in vinile hanno superato quelle di musica scaricata digitalmente: 2 milioni e 400 mila contro 2 milioni e 100 mila sterline. Non era mai accaduto, da quando è iniziato il declino del vinile. La risurrezione dei dischi, nella patria del rock, era evidente già da qualche tempo: dato per morto nel 2006, quando soltanto qualche collezionista continuava a comprarlo e i negozi che lo vendevano erano più rari di quelli di mobili d’antiquariato, il vinile ha avuto dieci anni consecutivi di crescita. Ma negli ultimi dodici mesi l’aumento è stato impressionante. Nel dicembre 2015 il fatturato di questa che era ancora considerata una nicchia, per quanto in espansione, aveva sorpassato per la prima volta quota 1 milione di sterline alla settimana – contro più di 4 milioni spesi per acquistare musica digitalmente. Adesso si è verificato il sorpasso. Il Guardian e altri giornali lo paragonano letteralmente a un ritorno dall’oltretomba.
Non è un fenomeno soltanto inglese: se ne vedono tracce ovunque, dall’America al resto d’Europa, Italia compresa. Ma in Inghilterra è più evidente. Qui dischi singoli o album sono in vendita dappertutto: nei negozi specializzati, ma anche nei supermercati di massa, come Tesco e Sainsbury. «La stragrande maggioranza dei nuovi album ora escono in vinile piuttosto che in altro formato», commenta Kim Bailey, amministratore delegato della Entertainment Retailers Association. È una passione che, diversamente dal recente passato, accomuna tutte le generazioni, inclusi i giovani, dunque non soltanto gli ex-baby boomers, i sessantenni odierni, memori delle collezioni di dischi che avevano da ragazzi. Come del resto si capisce dalla hit parade: fra i dieci album più venduti della settimana figurano Kate Bush, Amy Winehouse, la colonna sonora del film Guardians of the galaxy e una compilazione di canzoni natalizie, Now that’s what I call Christmas, insomma musica per tutte le età e per tutti i gusti.
A contribuire al sorpasso sulle vendite digitali è stato probabilmente proprio il Natale: quest’anno i dischi in vinile sono uno dei doni preferiti da mettere sotto l’albero. Ma secondo gli esperti ci sono motivazioni meno legate alle circostanze, più psicologiche. «Un sacco di adolescenti e di giovani sotto i 25 anni vogliono acquistare i loro cantanti o gruppi preferiti in vinile per avere qualcosa di tangibile da collezionare», osserva sempre Bailey. «È difficile dimostrare il proprio amore per un artista se non hai qualcosa di concreto da tenere in mano».
Il boom fa crescere i prezzi, ma i consumatori non esitano a spendere 25 sterline per un singolo o 65 per un triplo album di Kate Bush in edizione limitata, andato esaurito in un giorno da Rough Trade, il negozio londinese che vende vinile dal 1979. «E poi naturalmente ci saranno sempre quelli che vogliono comprare London Calling dei Clash in vinile», dice Sean Forbes, che lo dirige. «E ci sarà gente che vorrà comprare in vinile The Dark Side of the Moon anche tra cent’anni».