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 2000  aprile 10 Lunedì calendario

Generalmente ignorata la prima di Missa humilis 2000 di Antonio Pappalardo, scritta in morte di Giovannino Agnelli ed eseguita martedì scorso nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma

• Generalmente ignorata la prima di Missa humilis 2000 di Antonio Pappalardo, scritta in morte di Giovannino Agnelli ed eseguita martedì scorso nella basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma. C’erano cinquecento persone, ma nessuna autorità, dato che il Pappalardo in questione era quel Pappalardo colonnello dei carabinieri coinvolto nello scandalo Cocer. Come ha scritto Giuliano Gallo sul Corriere: «Gli unici carabinieri presenti in chiesa erano quelli della banda dell’Arma (in smoking da concerto) e i militari ”in servizio d’istituto”, tutti rigorosamente in borghese. Niente sindaco, niente assessore alla Cultura, che pure aveva ordinato di tenere ugualmente il concerto, polemiche politiche o no. Così, fino a cinque minuti dall’inizio, le prime due file di sedie ricoperte di raso rosso, quelle destinate alle autorità, sono rimaste desolatamente vuote. Poi la gente si è fatta coraggio e le ha occupate (...) Il colonnello, che per tutto il pomeriggio aveva assistito alle prove nervoso come un debuttante, è corso a casa a cambiarsi e si è presentato un attimo prima dell’inizio, fasciato da una normale grisaglia (...) Per la Missa militum, dedicata ai soldati italiani in missione di pace, era andata tutta in un altro modo: alla prima a Foligno, nel febbraio del ’97, il parterre luccicava di greche e alamari, di porpore ecclesiastiche...».
• «Nemmeno se Beethoven fosse tornato in vita, e avesse presentato la ”Decima sinfonia”, avremmo registrato il clima di attesa spasmodica che si respirava ieri sera in Santa Maria degli Angeli. Sfidando il linciaggio, dobbiamo dire che la Missa humilis 2000 di Antonio Pappalardo (dedicata alla Virgo fidelis, patrona dell’Arma dei carabinieri, e vigorosamente diretta da Carlo Segoloni) contiene molta più musica che non la maggior parte delle opere di osannatissimi e temutissimi compositori d’avanguardia. Se la musica è fatta di melodia, ritmo, armonia, contrappunto, timbro, il maestro Pappalardo è più musicista di certi mostri sacri cui si dedicano festival e con vegni; e se fosse un vero direttore artistico moderno, Gérard Mortier organizzerebbe una ”saison Pappalardo” prima di andarsene da Salisburgo. L’impianto generale della composizione si fonda su un tipo di melodia spiegata che si inscrive nella tradizione italiana, ma su di essa si innestano poi gli influssi lessicali più diversi. «Dal mélo alla Mascagni al rock, dalla marcia d’ordinanza dei carabinieri, a quel tanto di new age che non guasta, dalla gestualità sinfonico-corale tipo Perosi alle spoglie melodie liturgiche, nella Missa c’è di tutto e anche di troppo (a cominciare da un organico strumentale vocale spropositato), ma il livello complessivo è sopra la media di quel che oggi l’Italia musicale produce. E la commistione stilistica (oltre che il ritorno alla tonalità) è in linea con quanto avviere fuori dalla nostra sottoprovincia musicale, dominata, lei sì, dai colonnelli».