Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 16 novembre 1998
In Francia il primo ministro socialista Lionel Jospin è favorevole alla riabilitazione dei disertori di Creonne che nel 1917 vennero fucilati per essersi ribellati ai generali che li trattavano come carne da macello
• In Francia il primo ministro socialista Lionel Jospin è favorevole alla riabilitazione dei disertori di Creonne che nel 1917 vennero fucilati per essersi ribellati ai generali che li trattavano come carne da macello. Il ministro della Difesa Carlo Scognamiglio in un’intervista alla ”Stampa” dell’8 novembre, parlando dei disertori italiani: «Quei poveri soldati fucilati dai nostri plotoni d’esecuzione non furono meno eroici di quelli che caddero in combattimento». Dal 24 maggio 1914 al 4 novembre 1918 ci furono 870 mila denunce alla magistratura militare per diserzione, resa, abbandono, indisciplina. 4028 le condanne a morte, di cui 750 eseguite. Non esistono numeri sulle esecuzioni sommarie, sulle uccisioni dirette senza processo (il generale Capello ordinava agli ufficiali di mettersi in coda ai reparti, al momento di uscire dalle trincee, «per fare giustizia dei vili») e sulle decimazioni (i soldati da fucilare venivano estratti a sorte, uno ogni dieci, indipendentemente da quale fosse stato il comportamento durante la battaglia). Gli ammutinamenti non erano quasi mai dovuti alla vigliaccheria, il rifiuto di combattere veniva spesso dalle truppe scelte, ad ammutinarsi non erano i vigliacchi ma i soldati che rifiutavano di dover tornare una terza o quarta volta a conquistare posizioni occupate il mattino e abbandonate la sera.
• «Ci mancava proprio il riconoscimento ufficiale della diserzione. Si sentiva il bisogno di rendere l’onore delle armi a quanti sulle trincee del Carso e del Piave voltarono le spalle al nemico cercando di salvare la pelle con la fuga. Traditori marchiati con l’infamia che ora, a distanza di 80 anni dalla Prima guerra mondiale, si vuole rabilitare sull’esempo francese».