Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 24 agosto 1998
Commenti all’abitudine invalsa sulle spiagge di Rimini, Riccione eccetera di gridare all’improvviso, da soli o tutti insieme, ad ogni ora del giorno e della notte: «Valerioooo!»
• Commenti all’abitudine invalsa sulle spiagge di Rimini, Riccione eccetera di gridare all’improvviso, da soli o tutti insieme, ad ogni ora del giorno e della notte: «Valerioooo!». Giorgio Bracardi, comico; inventore nel 1974 dell’urlo «Patrocloooo!», diffuso alla radio durante la trasmissione Alto gradimento : «Goliardia pura, assoluta mancanza di senso. La differenza è che ai miei tempi si conosceva la genesi della cosa, cioè la mia pazzia: avevo cominciato a scuola, in classe urlavo ”Patrocloooo!” per la gioia dei professori». Pierre Orsoi, animatore di Telefono Blu: «Parliamone nelle scuole come esempio straordinario di comunicazione senza l’uso dei mass media tradizionali». Mario Perniola, filosofo e docente di estetica all’università di Tor Vergata a Roma: «Siamo di fronte a una ripetizione senza origine. molto interessante: forzando appena appena l’interpretazione, potremmo affermare che in questo trionfo della ripetizione c’è tutto il postmoderno, ovvero tutta la tendenza culturale e filosofica in cui noi oggi viviamo». Il semiologo riminese Paolo Fabbri: «Siamo alla funzione virale dell’informazione in diretta, un virus che si attacca. Un po’ come le leggende metropolitane: l’origine non si trova mai, l’interessante è la sua circolazione». Naturalmente vanno a ruba magliette ”Valerio” a 50-60 mila lire l’una, è nato un sito Internet, è in preparazione un disco, Alex Natale e il creativo Davide Nicolò hanno registrato il marchio «Valeriooo» e stanno completando il remix dell’urlo tribale in versione techno, ecc.
• Tentativi di capire chi sia Valerio. Valerio Merola («Merolone») dice che a Riccione, il 4 agosto, dopo lo spettacolo, una fan lo ha seguito in albergo e si è messa a gridare:«Valeriooo!». Radio dimensione suono sostiene che l’unico Valerio originale è il loro collaboratore Valerio Obert di 30 anni, piuttosto muscoloso, stava appendendo uno striscione della radio a un’impalcatura durante il concerto di Vasco Rossi ad Imola ed ecco che un tizio dabbasso lo chiamava di continuo per dargli istruzioni, «Valeriooo! Valeriooo!». Al concerto di Imola dei Verve un certo Valerio si sarebbe perso, da cui grida di richiamo eccetera. In televisione si è sentita la spiegazione che a Livorno, Valerio lo diceva un cane pechinese intervistato da Telegranducato. Radioascoltatore di Rtl 102.5: «Veramente Valerio era uno di Milano che conosceva un mio amico. Quando Valerio è morto di overdose abbiamo tutti iniziato a ricordarlo gridando il suo nome». Fax arrivato alla redazione del ”Carlino”: «Valerio era uno spacciatore di Firenze. Quando lo hanno preso, i suoi clienti in astinenza hanno iniziato a chiamarlo a gran voce». Un altro fax: «Valeriooo è il joint, la canna, il fumo, ma come lo chiamate voi?». Iuri, operaio in una fabbrichetta di Treviso: «Questa cosa di Valeriooo c’è almeno da due anni. C’erano un po’ di ragazzi alla festa della Luna, quella che si fa a Colere, dalle parti di Bergamo. Si son messi a urlare Valeriooo, è diventato il grido di chi fuma». Andrea Ferrari, dell’hotel Ambasciatori di Rimini: «Per esistere esiste, è uno di qui, uno che voleva fare il cantante. Aveva anche scritto una canzone che adesso diventerà pure famosa».