Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 29 dicembre 1997
Per anni non ha trovato il coraggio di confessare alla famiglia la propria omosessualità
• Per anni non ha trovato il coraggio di confessare alla famiglia la propria omosessualità. «Perché a Palermo i gay sono disprezzati - spiega Salvatore Inguì, 32 anni -, per la famiglia è un’onta trovarsene uno in casa. Io l’ho scoperto a 14 anni, ma fino a quando sono rimasto in Sicilia non ho potuto confidarmi con nessuno. Ho cominciato a vivere da quando mi sono trasferito a Bologna».
Poi però è arrivata un’occasione che gli ha dato l’idea: ha vinto il concorso nazionale «Mister gay» e si è lasciato intervistare per la trasmissione televisiva ”Cronaca in diretta”. Ecco come a casa hanno scoperto la verità, guardando un servizio sul giovane omosessuale più bello d’Italia. Ed è qui la sorpresa: la famiglia ha capito, non gli ha chiuso le porte in faccia. Al telefono gli hanno detto: «Salvatore, ti vogliamo bene lo stesso, vieni a Natale, stai con noi per le feste». E lui, felice e incredulo è subito partito. Una storia ”contro”, quella di Salvatore, che ieri pomeriggio ne raccontava ogni passaggio al cellulare dall’aeroporto di Fiumicino. «Sto per prendere il volo che mi riporterà a casa - dice - . Sono così contento: non credevo di ricevere tanto amore e sostegno dai miei. Ci saranno tutti a Punta Raisi. Me l’hanno promesso».
• Sono sette in famiglia: il padre Piero, muratore, la madre Rosalia, casalinga, i fratelli Giuseppe, Michele, Ciro e Francesco. Non hanno mai sospettato nulla. Adesso sanno. «Zia Maria stava guardando la tv quando mi ha visto - racconta Salvatore - e mi ha chiamato quella stessa sera: ”Salvo, è tutto vero?”, ha chiesto. ”Sì zia non voglio più nascondermi”». La signora Maria avverte i fratelli di Salvatore. La prima reazione a casa è di choc. Poi Michele si fa coraggio e chiama il fratello a Bologna: «Salvo, perché non ce l’hai detto prima? Perché hai voluto mantenere questo segreto per così tanto tempo?». «Perché avevo paura di perdere il vostro affetto». E Michele: «Non devi pensarlo, non cambia niente, tu sei sempre mio fratello».
Rosalia Inguì ha pianto. Certo per lei non è stato facile, all’inizio:« Ci sono rimasta male - spiega al telefono - ma non volevo perdere Salvatore. Così l’ho chiamato con mio marito accanto in lacrime. Gli abbiamo detto: ”Vieni a casa per il Natale, ti vogliamo bene, tu sei sempre nostro figlio”. La gente? proprio non mi importa di quello che pensa».
«Non tornerò a Palermo - dice ancora Salvatore, che da due anni ha un compagno - Lì non saprei vivere la mia omosessualità. Ma ringrazio Dio perché ho una famiglia meravigliosa».