Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 7 luglio 1997
Dolly, la pecora clonata, il cucciolo partorito dall’uomo anziché dalla natura, è nata vecchia? Non è ancora una certezza, ma è un sospetto autorevole perché porta la firma del «papà» di Dolly: Ian Wilmut, lo scienziato che ha curato il parto del primo animale nella storia venuto fuori da un unico genitore
• Dolly, la pecora clonata, il cucciolo partorito dall’uomo anziché dalla natura, è nata vecchia? Non è ancora una certezza, ma è un sospetto autorevole perché porta la firma del «papà» di Dolly: Ian Wilmut, lo scienziato che ha curato il parto del primo animale nella storia venuto fuori da un unico genitore . Ora è lo stesso Wilmut ad ammettere che probabilmente c’è qualcosa che non va.
In un convegno a Washington lo studioso ha rivelato che i cromosomi di Dolly presentano «sottili mutamenti strutturali», un fenomeno che normalmente si manifesta in animali molto più anziani (Dolly ha meno di un anno). Dunque la vera età del bebè clonato non è quella anagrafica, ma quella del suo unico progenitore?
« una notizia sorprendente, ma del resto siamo in un campo in cui si muovono ancora i primi passi e dunque c’è da imparare», risponde Valentino Braitemberg, uno dei più autorevoli genisti del Max Plack Institute. «Se il dato verrà confermato vorrà dire che le leggi del ciclo della vita sono scritte in maniera indelebile in ogni singola cellula. E si può anche capire il perché: se la morte venisse cancellata non ci sarebbe spazio per la nuova vita, e le vecchie generazioni sbarrerebbero il passo alle nuove».
• La crescita di Dolly confermerebbe insomma la teoria dell’orologio che batte in ogni cellula. Un cronometro che segnala la direzione del tempo e non permette di tornare indietro né di fermare le lancette: si può ingannare lo spazio fotocopiando un singolo ma non si sfugge al tempo. Il suo scorrere è segnato in maniera indelebile nel codice della vita.
«Esistono varie teorie per spiegare i mutamenti strutturali che sarebbero stati rintracciati nei cromosomi di Dolly», spiega Braitemberg. «Ci sono le cellule che si riproducono, che si dividono replicandosi per tutto il corso della vita dell’individuo. E in queste cellule il meccanismo stesso della duplicazione può ingenerare alla lunga degli errori: come le sviste in un manoscritto copiato per migliaia di volte. Poi ci sono le cellule che non vengono cambiate . E qui entra in gioco un meccanismo meno chiaro: probabilmente gli errori derivano da interferenze che provengono dall’ambiente. Come noi invecchiando mettiamo su la pancia, così queste cellule mettono su sostanze nocive assunte dall’esterno».
Ma questo processo richiede anni, dura una vita. Tanto che l’invecchiamento può essere definito come una misura del disordine accumulato: una somma degli errori commessi. Ma Dolly è ancora un cucciolo. Il primo cucciolo vecchio.