Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  marzo 24 Lunedì calendario

Un mio amico, Omar, si lamentava di ritrovare molto spesso la propria fotografia sui giornali italiani e la propria immagine diffusa alla televisione tutte le volte che si parlava di immigrazione

• Un mio amico, Omar, si lamentava di ritrovare molto spesso la propria fotografia sui giornali italiani e la propria immagine diffusa alla televisione tutte le volte che si parlava di immigrazione. Così la prima volta che l’argomento è tornato alla ribalta, sono andato a verificare ed effettivamente su almeno tre quotidiani, c’era la ”faccetta nera” di Omar: (’Corriere della Sera” del 17 novembre 1996; il ”Giorno” del 21 novembre 1996; ”la Repubblica” del 17 novembre 1996). Basta sfogliare i maggiori quotidiani italiani dei mesi scorsi, non importa se di destra o di sinistra, per rendersi conto che quando parlano di immigrati extracomunitari, pubblicano quasi esclusivamente foto di persone nere. E nel 90% dei casi, queste foto sono di senegalesi. Il 15 febbraio 1997, commentando il nuovo disegno di legge, il ”Corriere della Sera” titolava in prima pagina: «Diritto di voto agli immigrati» e la vignetta di Giannelli aveva per soggetto una negra e un negro che dicevano «Ma io dare sgheda bianga!!» ”L’Unità”: «Immigrato cittadino...Flussi regolari, voto, casa e scuola» e a pagina 2 e 3, foto di ragazzi neri, uno dei quali senegalese. ”La Stampa”: «Gli immigrati potranno votare...Ingressi limitati, espulsioni più severe» e l’immancabile foto di un nero a pagina 2. ”Il Giornale” non ha esitato a sparare un commento razzista: «L’Ulivo a caccia di voti in Africa... Per il lavoro l’Italia punta sul nero». E come tutti gli altri accompagna i servizi con la foto di un nero. Tutti sanno che questo disegno di legge riguarda non solo i neri, bensì tutti gli extracomunitari. Perché allora, l’uomo nero, e soprattutto il senegalese, deve simbolizzare l’immigrazione in tutte le situazioni?
• Dall’approvazione di un nuovo decreto legge riguardante tutti gli extracomunitari neri, bianchi, gialli alle polemiche sulla microcriminalità diffusa, sulla piaga del lavoro nero, sui clandestini... La ”Repubblica” del 17 novembre scorso, pagina 13, titola: »Prefetti, via i clandestini o lo farà la Guardia Padana» e a pagina 2 della cronaca milanese parla di malattia: «Allarme tra gli immigrati. Sta crescendo la Tbc». Tutti e due gli articoli sono corredati da foto di senegalesi, tra cui quella di Omar. ”Il Giorno” e Il ”Corriere della Sera” del 26 novembre ’96 parlano di clandestini e gli articoli sono evidenziati da foto di senegalesi. E ancora il solito Omar in mezzo. Dove non ci sono le foto, le parole ”immigrato”, ”extracomunitario”, ”musulmano” vengono volutamente confusi con nero o negro. A volte gli argomenti trattati non riguardano neanche gli extracomunitari neri. Tra l’estate e l’autunno del 1993 più di dieci donne furono stuprate in diversi luoghi d’Italia. Tra gli stupratori individuati c’erano anche gli immigrati. E ”la Repubblica”, in quell’occasione (mese di ottobre) scriveva di non organizzare la caccia all’uomo nero. Nessuno dei presunti o reali stupratori era nero. Io non credo che questo atteggiamento sia dovuto solo a una questione di presenza numerica, perché i dati ufficiali esistenti, che possono essere consultati da tutti, dimostrano che i neri sono una minoranza nella realtà degli stranieri in Italia. Che cosa nasconde, dunque, un tale accanimento così scorretto e pericoloso? Semplice leggerezza professionale? Senso etico mandato a quel paese? O un razzismo difficilmente soffocato e che torna a galla inconsciamente?