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 1997  febbraio 24 Lunedì calendario

Se inavvertitamente pestiamo la zampa del nostro cane e lo sentiamo guaire di dolore, siamo immediatamente partecipi della sua sofferenza

• Se inavvertitamente pestiamo la zampa del nostro cane e lo sentiamo guaire di dolore, siamo immediatamente partecipi della sua sofferenza. Perché il cane fa parte ormai della famiglia umana, dopo la lunghissima convivenza con la nostra specie. Ma siamo del tutto indifferenti alle sofferenze di tutti quegli animali che vengono sacrificati sull’altare della mensa. Li mangiamo e basta. Ricordo che tempo fa venne proiettato in televisione un documentario terrificante. Testimoniava le torture che l’uomo infligge agli animali domestici durante il trasporto al mattatoio, prima di essere macellati. Naturalmente non c’è stata nessuna replica di un documento così crudo. Nel quale mi sembra non si parlasse dei polli in batteria. Altra faccia dolente della vexata quaestio. I polli ”ruspanti” sono ormai una rarità. La stragrande maggioranza dei polli in commercio proviene dagli allevamenti industriali, dove gli animali vengono stipati sino all’inverosimile al punto che non hanno nemmeno lo spazio per allargare le ali. Ciascuno dispone soltanto di pochi centimetri quadrati.
• I pulcini si tengono in ambienti illuminati artificialmente con una luce intensa 24 ore su 24 nei primi giorni di vita per favorire un rapido aumento di peso. Quindi le luci vengono spente e riaccese ogni due ore, perchè si ritiene che i polli siano più inclini a mangiare dopo un periodo di sonno. Quindi l’illuminazione viene ridotta per ridurre l’aggressività provocata dall’affollamento. Cosa succede infatti in queste condizioni innaturali? Mentre nell’aia i polli che sono animali altamente sociali, sviluppano una gerarchia ben definita (il cosiddetto ”ordine di beccata”) per cui ogni animale conosce il posto che gli è riservato nella scala sociale e i conflitti sono ridotti al minimo, nella batteria i polli si trovano nell’impossibilità materiale di stabilire un ordine sociale e di conseguenza esplode la loro aggressività. Gli animali si beccano furiosamente e si strappano le penne l’un l’altro. Talvolta si uccidono e si divorano a vicenda. L’allevatore però ha scoperto che una illuminazione molto debole attenua il fenomeno e perciò nelle ultime settimane tiene i polli in una quasi totale oscurità. Come si può pensare che un simile stato di stress non costituisca una vera e propria sofferenza? Tanto più quando a così drammatica situazione si aggiunge la mancata erogazione del cibo?