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 1997  febbraio 17 Lunedì calendario

I signori Davide Grasso e Stefano Ghio sono tornati a casa

• I signori Davide Grasso e Stefano Ghio sono tornati a casa. Non capita tutti i giorni che due condannati all’ergastolo da un tribunale islamico (per detenzione di droga), vengano graziati dopo una carcerazione non proprio lunga e, stante alle (pubbliche) dichiarazioni dei nostri diplomatici in posto laggiù, non certo devastante. Si dirà che comminare l’ergastolo per il possesso di mezzo grammo di hashish è fuori da ogni moderna logica giuridica, dal nostro costume. anche vero tuttavia, che una severità perfino assurda nella sua magnitudine è riuscita – se le statistiche più recenti non sono bugiarde – non certamente a stroncare ogni tentazione di trafficare droga, ovvero di assumerla, ma senz’altro a fare delle Maldive un paradiso naturale, non artificiale.
• Tutto questo discorso per dire come la soddisfazione di vedere i nostri eroi di ritorno a casa, accolti, a Fiumicino, alla stregua di divi del rock, sia stata offuscata dal loro comportamento. Invero imbarazzante. Non una parola (seria) di gratitudine per le autorità, soltanto un rituale grazie ai giornalisti per il loro impegno (tra i primi in classifica Maurizio Costanzo) e poi lamentatio tipica del cosiddetto ”italiano con la canotta” magistralmente rappresentato da Alberto Sordi. Invece di scusarsi d’aver infranto la legge (sia pure durissima) d’un paese in ogni caso sovrano, i nostri eroi hanno lamentato che a causa del Ramadam non avevano né acqua per lavarsi, né cibo per sostentarsi. Ammettiamo che i nostri eroi abbiano veramente sofferto di quelle privazioni ”mammonescamente” denunciate al Tg1 (omettendo, però, di specificare che durante il Ramadam, dopo il tramonto e sino all’alba, si può avere cibo e acqua a volontà), quel che ci sorprende sgradevolmente è la loro assoluta mancanza di rispetto verso un Paese che campa sì di turismo e, per tanto, accetta che gli stranieri ricchi di valuta vadano mezzo nudi in giro, ma è pur sempre un Paese in cui le donne, nel rispetto delle regole dettate dalla religione islamica, si vestono in modo estremamente castigato. La volgarità, la lagna sordesca dei due nostri compatrioti rei (consapevoli) di quella che, nella loro beata ignoranza, avranno considerato ”una bravata” se non una ”drittata”, fracamente ci indigna. Se invece di essere in Italia, ma paradossalmente, in un fantafilm, qualche scudisciata sul popò (magari virtuale) agli ex ergastolani graziati non gliela risparmiava nessuno.