Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1997  febbraio 10 Lunedì calendario

Dopo il tracollo del ’90-’92 il Pil inglese ha tenuto un ritmo medio di crescita del 2,8% annuo

• Dopo il tracollo del ’90-’92 il Pil inglese ha tenuto un ritmo medio di crescita del 2,8% annuo. Notevolissima, all’interno di questo boom, la crescita finanziaria, spinta dalla Borsa e dalla gran quantità di privatizzazioni che hanno fruttato al Tesoro inglese circa 150 mila miliardi di lire. La Borsa di Londra capitalizza oggi il 124% del Pil, rispetto al misero 19% di Milano.
• Secondo Anthony Giddens della London School of Economics un quinto delle famiglie inglesi non riceve alcun salario. Un terzo dei bambini del paese si trova sotto la soglia di povertà. In uno dei più derelitti quartieri di Londra, il 40% dei bambini vive in famiglie in cui nessuno è impiegato. Gli inglesi che vivevano sotto la soglia di povertà nel 1989 erano cinque milioni, nel 1995 13,9 milioni.