Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1998  novembre 02 Lunedì calendario

Secondo un dossier statistico del ’98 della Caritas un romano su venti non è italiano: a Roma abitano 211

• Secondo un dossier statistico del ’98 della Caritas un romano su venti non è italiano: a Roma abitano 211.200 stranieri (240.330 in tutto il Lazio), il 35 per cento dell’Estremo Oriente, il 24 per cento dell’America Latina, il 14 per cento dell’Africa subsahariana e del Subcontinente indiano, il 9,34 per cento del mondo arabo. Il primo gruppo etnico è rappresentato dai filippini (23.631), seguiti dai macedoni (oltre 10 mila). Trentatremila gli irregolari, di cui il 12 per cento è filippino e polacco, il 7,6 rumeno e il 5,3 brasiliano ed egiziano. All’inizio del ’98 risultavano iscritti all’anagrafe 134.578 cittadini di 167 nazionalità: 118.541 stranieri, 3.009 apolidi, 50 di nazionalità sconosciuta e 12.978 nati in Italia da almeno un genitore straniero. Attività: l’Estremo Oriente detiene il 64 per cento dei centri reigiosi e di spiritualità, il 38 per cento dei ristoranti, quasi il 40 per cento delle gallerie e botteghe di antiquariato, il 56 per cento dei negozi di alimentari; i latino-americani il 71 per cento dei gruppi musicali e dei locali da ballo; i mediorientali il 18 per cento dei ristoranti.
• A Torino gli immigrati clandestini senza permesso di soggiorno depositano il loro denaro in banche clandestine. Clienti del commercio illegittimo: piccoli spacciatori della zona (quartiere San Salvario) che non vogliono farsi trovare con troppo denaro in tasca, stranieri senza documenti che non possono aprire un conto corrente presso una banca. I gestori delle agenzie non provengono dalle file del crimine ma sono stranieri incensurati e sconosciuti alla giustizia che svolgono la loro attività in appartamenti anonimi spesso con la complicità dei proprietari italiani ai quali passano affitti maggiorati del 30-40%. Il denaro depositato viene investito in operazioni finanziarie legali che fruttano un interesse minimo girato solo in piccola parte al reale proprietario della somma.
• Sempre a Torino l’agenzia Favero, in via Gioberti, offriva agli extracomunitari donne italiane da sposare. Grazie al matrimonio, i mariti avrebbero ottenuto immediatamente la cittadinanza. Le donne, tutte ultracinquantenni, ricevevano due milioni per un impegno di un paio d’ore (il tempo necessario per celebrare le nozze in comune). Disponibili anche permessi di soggiorno, passaporti falsi, regimi di semilibertà e alloggi, previo pagamento di un anno di mensilità anticipate (4-7 milioni). Capo d’imputazione per il titolare dell’agenzia Antonio Gimondo, di anni 64: favoreggiamento all’ingresso di clandestini (da 4 a 12 anni di detenzione e 30 milioni di multa per ogni extramunitario introdotto), favoreggiamento alla permanenza (4 anni e trenta milioni), estorsione (da 5 a 10 anni), associazione a delinquere (da 3 a 7 anni) e falso (1 anno e 4 mesi).