Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 13 ottobre 1997
Si comprano due chili di pesche nettarine, o d’uva, alcuni sedani, il venditore mette tutto in una busta di plastica: e può capitare che la busta di plastica sia questa
• Si comprano due chili di pesche nettarine, o d’uva, alcuni sedani, il venditore mette tutto in una busta di plastica: e può capitare che la busta di plastica sia questa. Non ci si bada, da prima. Si continua il giro del mercato, mettiamo fra le bancarelle di Campo de’ Fiori, a Roma: in una di queste mattine che blandamente inclinano verso l’autunno, tra fiati superstiti di scirocco. Forse si è notato che la busta ha impressi dei disegni, delle scritte, ma è cosa assai comune: sarà pubblicità, saranno le solite platoniche raccomandazioni ambientaliste.
Solo più tardi, a casa, si vede che non è così. Su entrambe le facce della busta - quadrata, circa trenta centimetri di lato - sorride virata in azzurro una bambina. E spicca una scritta, in grandi caratteri dello stesso colore: Aidez-nous a retrouver Marion (10 ans), disparue a Agen, le jeudi 14 novembre 1996 i appelez 24h / 24h au O5 53 68 17 00 ou prevenez la gendarmerie ou le commissariat le plus proche. un francese di ben facile lettura: c’è solo una richiesta d’aiuto, per trovare questa povera Marion scomparsa; con un numero di telefono: e l’ansia traspare dall’invito a chiamare a qualsiasi ora, giorno e notte - o se non altro ad avvertire la gendarmeria, il più vicino commissariato (pleonasmo dettato dalla disperazione). Marion ha - anzi aveva lo scorso novembre - dieci anni; però forse ne dimostra di più: se non induce in errore la fotografia malamente stampata sulla plastica. (era?) carina, sembra: parecchio; sorride, il viso un po’ storto, forse in una posa d’occasione voluta dal fotografo; i capelli ben pettinati le arrivano solo all’inizio del collo sottile e son tenuti da un nastro; i fiori d’un vaso si confondono con la sua guancia destra, quasi la toccano. C’è una sorta di anacronismo in questa immagine tanto costruita, un po’ leziosa: una specie di ambiguità ulteriore. L’imperfetta riproduzione impasta il retino azzurro, rende i lineamenti poco decifrabili, lontani. Ad osservarli a lungo quasi sbiadiscono: resta solo il biancheggiare dei denti, degli occhi. Così, ci guarda, Marion, da una qualsiasi busta di plastica che un mattino di settembre danno al mercato.
• Dov’è Agen? Bisogna aprire l’atlante per saperlo. nel sud della Francia, presso l’autostrada che collega Tolosa a Bordeaux. «Al centro di floridi frutteti e vigneti, sulla riva destra della Garonna» si legge nelle guide: una cittadina «moderna e ridente» di circa trentaseimila abitanti, con la sua cattedrale del XII secolo e il suo museo. Là abitava Marion: là Marion è scomparsa. Come può scomparire una bambina di dieci anni? Sembrano pochi per una fuga volontaria: abbastanza perché lei non fosse del tutto indifesa.
E come la richiesta d’aiuto stampata sulla busta arriva, dieci mesi dopo, da Agen a Roma, mercato di Campo de’ Fiori? Quale speranza può affidarsi a questa fotografia così poco leggibile, nel suo vecchio artificio? Fotografia, immaginiamo, che rimane luogo di chissà quali ricordi e strazi là dove se ne conserva l’originale. In quella sconosciuta e lontana casa lo sconforto deve esser salito a vertici innominabili se alla fine trabocca in un tentativo simile.
• Quanti bambini spariscono al mondo? Il loro numero è un inganno. Bisognerebbe aver almeno un’idea del viso di ognuno: bisognerebbe provarsi a indovinarne la storia partendo da un lacerto di immagine confusa - legandolo a qualcosa che cova in fondo alla memoria. Bisognerebbe aprire carte geografiche e libri, imparare per esempio che all’uscita di Agen un ponte lungo 600 metri traversa la Garonna: cercar di vedere quel ponte con gli occhi d’una bambina. (E a ogni notizia di stragi aprire mappe d’Algeri e d’Algeria. Inseguire nomi di quartieri e borgate, soffermarsi su foto di facce di quelle parti là...).
Sicché la busta di Campo dé Fiori è ancora qui, sul tavolo, a un refolo di scirocco. Icona azzurrina di tutto quel che nella vita si ama e scompare, nel suo mistero: d’ogni ricerca che poi dura tutta la restante vita, probabilmente vana.