Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 1 settembre 1997
Siamo sicuri che rimandare casa 10 mila profughi albanesi sia così urgente? Anzi: siamo sicuri che sia necessario? Io credo di no
• Siamo sicuri che rimandare casa 10 mila profughi albanesi sia così urgente? Anzi: siamo sicuri che sia necessario? Io credo di no. Per tre motivi semplicissimi. ll primo è che in questo paese vivono cinquantasette milioni di cittadini italiani, più un altro paio di milioni di immigrati stranieri. Non saranno i diecimila albanesi a far saltare gli equilibri sociali o quelli economici. Il secondo motivo è politico: per come vanno oggi le cose nel mondo, sicuramente un gesto che possa produrre una crisi in Albania (un’«emergenza» per usare la parola di moda) sarebbe pericolosissimo per noi italia ni. La vicina Italia è interessata al buon andamento delle cose albanesi non solo per spirito di solidarietà (che poi non guasta) ma anche per propri interessi diretti. La stabilità e la prosperità dell’AIbania, per noi, sono beni preziosi. Il terzo motivo è quello illustrato in questi giorni, con grande lucidità, dal professor Livi Bacci, che è uno dei più prestigiosi demografi europei. Livi Bacci ci ha spiegato che l’Italia ha «necessità» di immigrazione. un paradosso ma è così: nei prossimi anni ci troveremo ad aver bisogno di almeno tre o quattro milioni di nuovi immigrati.
• Si dirà che l’affare Albania e comunque un affare politico. Che cioè un cedimento del governo, una rinuncia al rimpatrio immediato dei 10 mila albanesi, equivarrebbe ad un invito rivolto a milioni di altre persone: «Venite qui in Italia, l’ltalia non caccia mai via nessuno». il pericolo che paventavano ieri, preoccupatissimi, diversi editorialisti su svariati giornali. Mi sembra un’esagerazione. Le cifre dicono che in Italia vivono un milione e settecentomila stranieri, in Gran Bretagna oltre due milioni, in Francia più di quattro, in Germania quasi nove. Vi sembra che queste cifre indichino l’ltalia come un paese sconvolto dall’immigrazione? Ogni tanto dare un’occhiata ai fatti, prima di parlare o scrivere, potrebbe essere molto utile. Eppure, in questi giorni di «pazzia» agostana, le considerazioni banalissime che sto facendo sono quasi proibite. Considerate sconvenienti. Il nuovo galateo politico impone la demonizzazione degli immigrati (specie dei profughi albanesi) e la convinzione che il problema principale del nostro paese sia quello di italianizzare l’ltalia. Chi dice il contrario viene accusato di fellonia. Fosse anche il ministro dell’Interno (che peraltro sta lavorando per il rimpatrio degli albanesi e che in tutta questa vicenda mi è sembrato l’unica persona dotata di cervello).
• Come mai questo insensato cancan? Io ho una spiegazione, o almeno un tentativo di spiegazione. La destra, in questo periodo, è così mal messa e così priva di linea politica, di idee, di capacità di dare battaglia, che si vede costretta ad alzare la voce un po’ a casaccio. Per darsi un tono. Ha avuto questa occasione dell’immigrazione (aiutata da buona parte della stampa italiana che, da Rimini alla tragedia di Abruzzo, si è divertita a spargere allarmi) e non se l’è lasciata scappare, senza assolutamente preoccuparsi delle conseguenze. Quali sono le conseguenze? Un arretramento dell’opinione pubblica, che non esce indenne da questa campagna d’estate: subisce dei danni seri e vede crescere al proprio interno le spinte razziste. Vedremo solo nei prossimi mesi con quali conseguenze. Ieri il «Secolo d’ltalia», che è il giornale di An, ha fatto un grande titolo a tutta pagina contro gli immig rati, e poi, vicino ha messo un titolo più piccolo che diceva così: «Vogliamo un sindaco alla Rudolph Giuliani». Sapete chi è Giuliani? il sindaco repubblicano (cioè di centro-destra) di New York. E il «Secolo», in cerca di qualche uomo simbolo, lo sceglie a modello. Ignora però che il sindaco di New York giusto un anno fa minacciò le dimissioni contro «quelli di Washington», i quali avevano approvato una legge un po’ troppo severa contro i clandestini (prevedeva l’obbligo per i datori di lavoro di segnalare alla polizia ogni assunzione di stranieri). A New York gli immigrati clandestini sono circa mezzo milione, e Giuliani dice che cacciarli è impossibile e sbagliato. Che c’entra la nostra destra con Giuliani?