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 2000  agosto 21 Lunedì calendario

Claretta Petacci incontrò Mussolini nell’estate del ’32, sulla strada per Ostia: lei aveva 20 anni e andava al mare con la famiglia, lui, al culmine del consenso politico, ne aveva 50 ed era sposato da 17

• Claretta Petacci incontrò Mussolini nell’estate del ’32, sulla strada per Ostia: lei aveva 20 anni e andava al mare con la famiglia, lui, al culmine del consenso politico, ne aveva 50 ed era sposato da 17. Eva Braun conobbe Hitler nel ’29: lui, 40 anni, era ancora poco noto, lei, 17, faceva la commessa a Monaco, nel negozio del fotografo Hoffmann. «Stavo sopra una scaletta, intenta a sistemare dei raccoglitori, quando il principale entrò nello studio accompagnato da un signore di una certa età, con dei buffi baffetti. Il tizio mi guardò con insistenza le gambe mettendomi in imbarazzo perché proprio quel giorno avevo accorciato la gonna e non ero sicura di aver rifatto bene l’orlo». Non fu un colpo di fulmine. Hitler la corteggiava saltuariamente e senza slanci: qualche invito a teatro, qualche scatola di dolci. Dopo tre anni, nel ’32, lei andò a vivere nel Berghof, la casa sulle Alpi bavaresi che Hitler aveva trasformato per lei in mini reggia con marmi di Carrara e graniti di Boemia. Anche
• Claretta divenne l’amante fissa di Mussolini nell’estate del ’32, poco dopo il loro incontro però. Presto prese possesso di un appartamento che il dittatore le aveva fatto ricavare all’interno di Palazzo Venezia: vi andava tutti giorni, a orari fissi come un’impiegata. La sera tornava a casa: nell’intimità lo chiamava ”Ben” ma dormì con lui solo la notte prima di morire, in una disadorna cameretta di una casa colonica. Eva e Claretta, nate a due giorni di distanza, rimasero coi loro amanti per 13 anni, morirono per scelta quando avevano 33 anni, due mesi e dieci giorni, non si incontrarono mai. Divoratrici di romanzi rosa, sognatrici e ambiziose, non riuscirono a togliersi la soddisfazione di render pubblica la loro relazione. Erano gelosissime: Claretta faceva scenate in continuazione perché Mussolini s’atteggiava a sciupafemmine; Eva tentò il suicidio due volte, anche se Hitler, poco entusiasta delle donne, un rapporto contorto col sesso, non le dava motivi d’esser sospettosa. Entrambe d’intelligenza contenuta e d’ordinaria bellezza: Eva pensava che il suo seno fosse troppo piccolo, Claretta troppo grosso. I loro uomini erano entrambi tirchi: in tutto, un regalo a testa. Claretta ricevette i soldi necessari all’acquisto di una camicia da notte (Mussolini le diede cinquecento lire, ignorando che costavano molto meno). Eva, una parure di gioielli che l’architetto del regime Albert Speer definì «cianfrusaglie quasi offensive per una signora».
• Poco prima che Mussolini fosse catturato, Claretta rifiutò di fuggire in Spagna sull’aereo già pronto per lei. «Non penarti per me» - scrisse alla sorella Miriam - «Io seguo il mio destino che è il suo. Non lo abbandonerò mai e non distruggerò con un gesto vile la suprema bellezza della mia offerta». Morì il 28 aprile 1945. Anche Eva rifiutò la separazione da Hitler: «Dal momento che ti ho visto, ho promesso a me stessa di seguirti ovunque, anche nella morte». Si sposarono alle due del mattino del 30 aprile ’45 nel bunker berlinese in cui erano nascosti, la bandiera rossa già issata sul Reichstag. Uno sbalordito ufficiale giudiziario celebrò la cerimonia: «Nella buona e nella cattiva sorte finché morte non vi separi [...] giurate di essere della pura razza ariana». Seguì il rinfresco, insieme a Goebbels, Bormann e i gerarchi nazisti sopravvissuti: auguri, brindisi, lacrime e champagne. Felice, Eva rimase in piedi fino all’alba. Poi si mise a distribuire in giro strette di mano e piccoli souvenir. Nel frattempo, Hitler s’organizzava la morte. Scelse pistola e cianuro, fece testamento. Alle 15 e 40 si ritirò nella sua camera con Eva. Uno sparo mezz’ora dopo. Furono trovati riversi su un divanetto del Settecento. Hitler s’era sparato in bocca. Eva, lavata e pettinata, un abito blu con collo e polsini bianchi indosso. Prima di prendere il cianuro s’era tolta le scarpe e le aveva allineate ai piedi del sofà .