Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1998  febbraio 09 Lunedì calendario

Lui dice così: «In questa storia non ho capito tante cose»

• Lui dice così: «In questa storia non ho capito tante cose». Anche noi. Il nome è bruttissimo: sexygate di Versilia. La storia non è tanto più bella. Ma è edificante, per questo la raccontiamo. C’è un assessore di provincia con lo sguardo da duro: lo chiamano «mastino», è vicesindaco di Massarosa, 20 mila abitanti, alle porte di Viareggio. Un difetto: piace alle donne. Coraggio, c’è di peggio. Riccardo Marchetti, 44 anni, una moglie impiegata in Comune, due figli, infermiere professionale, una carriera nel pds, e a margine qualche scappatella non consentita. Poi c’è una donna fatale. C’è sempre una donna fatale nelle storie di provincia. Lei è un’impiegata del Municipio molto bella, dicono che assomigli a Demi Moore, alta, bruna, sposata, due figli. Sanno tutti chi è, ma nessuno può dirlo. la legge della privacy che vale a metà. solo la prima delle tante incongruenze. La storia comincia un tranquillo mercoledì di ottobre, quando i due forse s’incontrano in una casa di Lido di Camaiore, sotto l’occhio indiscreto dei carabinieri. Il forse vale solo per pudore, o per solidarietà. E finisce l’altro ieri, quando lui è costretto a presentare le dimissioni: minacciato dalle opposizioni che tuonano contro «la sua dignità sia umana che politica», abbandonato dal partito. E il mastino se ne andò, dicendo che non aveva capito tante cose.
• Allora, uno ritorna all’inizio della storia per cercare di capirle, quelle cose. Riccardo Marchetti è assessore all’urbanistica, oltre che vicesindaco. Particolare non ininfluente, lo capirete alla fine. Ha una storia con la sua impiegata. Forse. A domanda, lui ha sempre risposto: «Sono questioni personali». Sarebbe difficile dargli torto. In un Paese normale. Ma questo è un Paese dove bisogna star attenti alle cose che si fanno: a parole, ci si scandalizza dell’America per il caso Clinton, poi, com’è capitato a Massarosa, se uno appena è sospettato di avere una relazione con una donna, viene invitato ad andarsene, anche e soprattutto dal suo partito. Non succede così per chi è sospettato, ad esempio, di concussione. Il primo ottobre i carabinieri scoprono che da una casa di Lido Camaiore, escono prima lei e dopo due minuti lui. Lei avrebbe dovuto essere in ufficio. «Stavamo svolgendo un’inchiesta sull’assenteismo», dice il maresciallo dei carabinieri. [...] In realtà, pare che quel fatidico mercoledì di ottobre i carabinieri siano arrivati alla palazzina di Lido di Camaiore, su una segnalazione anonima arrivata dal Comune: «Andate lì, che troverete la signora con l’assessore. Lei è registrata sul lavoro». Andarono e trovarono. Da quel momento cominciò il sexygate . Le opposizioni tuonano. Il più accanito è Sisto Dati, leader della lista Caccia pesca e ambiente: «Era lui che doveva controllare ed invece è stato il primo a infrangere le regole». Chiede le dimissioni, parla di scandalo. Risposta di Marchetti: «Delle questioni private, rispondo solo alla mia coscienza». la stessa posizione del sindaco, Guglielmo Da Prato: «Si tratta solo di chiacchiere da bar e sarebbe meglio che se ne parlasse nei bar e non in Consiglio». Invece no. L’opposizione fa battaglia durissima, come se si trattasse di vita o di morte. Sembra uno di quei film di Alvaro Vitali. Va sull’Aventino e promette di ritornare in aula solo quando si discuterà pubblicamente della love story. I carabinieri un giorno sì e un giorno no entrano in Comune per sequestrare dati, documenti, presenze, tutto. Il sindaco cede. Dibattito a porte chiuse. E poi pochi giorni fa arriva uno scarno comunicato del pds: la direzione del partito «... ritiene che sia saggia a questo punto una decisione che veda la remissione delle deleghe e del proprio mandato da parte di Marchetti...». L’assessore, stordito: «In Bulgaria nei tempi d’oro sarebbero stati molto più delicati...». Rassegna le dimissioni: «quel documento mi ha ucciso», dice. Scappa a Cortina, con la famiglia. Scrive: «Esco di scena per questioni di squisita natura personale e non attinenti al mandato conferitomi dai cittadini». Ma come assessore com’era? «Bravo», dice il sindaco. «Molto bravo. Lo chieda a tutti. Forse troppo».
• E adesso comincia la seconda puntata. L’opposizione gongola. An: «Il vicesindaco non poteva più stare al suo posto». Sisto Dati: «Non aveva altra scelta. Meglio così». Dal pds invece arrivano attestati di solidarietà a Marchetti. Lui si defila: «Deluso e amareggiato per il trattamento ricevuto? Voi che ne dite...» Anche il sindaco, Da Pra0to, non sa che dire: «Io non ero d’accordo, ma non potevo fare altro. Il lavoro dell’assessore era importante e molto apprezzato». E allora? Non sembra una storia da Paese sudamericano, da Repubblica delle banane? «Questo è il punto della questione. Purtroppo è così». E dice il sindaco che le motivazioni reali dello scandalo vanno cercate proprio «nel suo lavoro di assessore all’urbanistica». Perché Massarosa stava rinnovando il piano regolatore per la prima volta dal 1973. «Un incarico molto delicato», dice. Massarosa rappresenta l’unico comune in espansione della Versilia, dove ci sono zone edificabili sia di tipo residenziale che industriale e artigianale. E allora signor sindaco? «E allora, dietro ci sono interessi forti, di natura politica, ma anche economici anche privati». Allora a voi la scelta. Meglio stupidi o cattivi? Fine della vicenda. L’assessore è fuggito. Il sindaco è malato, ma oggi torna al suo posto. Demi Moore timbra ancora il cartellino. Sulle mura del Municipio hanno scritto: «Comune? No. Casino». E di notte, c’è chi passa a cantar gli stornelli: «faceva bene, il Marchetti, faceva bene...». Così va la vita. Pazienza se siamo in tanti a non capire.