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 1997  ottobre 20 Lunedì calendario

Sosteneva di non aver mai conosciuto una donna che avesse letto tutto Il Capitale, che fosse capace di consultare un orario ferroviario e che sapesse pure giocare a scacchi

• Sosteneva di non aver mai conosciuto una donna che avesse letto tutto Il Capitale, che fosse capace di consultare un orario ferroviario e che sapesse pure giocare a scacchi. Sposò il primo amore, la famosa Nadia Krupskaija, che aveva un anno più di lui, e del proprio cuore diceva: «Batte per essere sentito». Era così poco attraente che Il’ja Ehrenburg scrisse: «Guardi la Kupskaija e capisci che Lenin non aveva alcun interesse per le donne». In realtà, malgrado un puritanesimo che divenne tipico del bolscevismo, Lenin amò appassionatamente molte donne, spesso aristocratiche, tutte rivoluzionarie. E furono amori accettati e a volte incoraggiati dalla moglie. Addirittura nel caso di Inessa, nome di battaglia di una bolscevica divorziata e con cinque figli, la signora Lenin scrisse che «la casa si illuminava quando entrava Inessa». Erano insieme nel marzo del 1917 nel famoso treno sigillato e vissero insieme al Cremlino fino a quando Inessa morì di tifo ed ebbe funerali di Stato.
• Insomma, tutto quello che possiamo sapere sulla sessualità di Lenin ci induce a credere che fosse «normale» nel senso più comune quanto in quello più elevato della parole. Aveva un pudore identico per la gioia come per il dolore, fece abolire le pene contro la morale e l’omosessualità, pensava che le donne si sarebbero «liberate» solo nel socialismo. Una certa letteratura ha cercato di tramandarci un asessuato, ma a nessuno è mai venuto in mente che fosse un omosessuale. Invece, sulla Nazione del 3 ottobre, un articolo da Mosca di Giovanni Morandi ci informa che il periodico Ruski Poriadok ha pubblicato la corrispondenza di Zinovev e Lenin (11 lettere) dalla quale risulta più di una relazione omosessuale. Zinovev, che era il capo ebreo del partito di Pietrogrado, scriveva: «Tu non immagini quanto sia triste e come mi manchino la tua compagnia e le tue carezze. Non mi crederai ma non ho toccato nessuno da quando sei partito. Puoi essere completamente sicuro dei miei sentimenti e della mia fedeltà». L’articolo (parzialmente ripreso sul Foglio dei Fogli) cita un Lenin che si giustifica per essersi concesso anche a Trockij giurando: « avvenuto solo una volta». C’è infine una lettera della Krupskaija che li aveva sorpresi: «La prego di non disturbare più mio marito... venuto il tempo di calmarsi per voi».
• Giustamente Morandi sottolinea che Ruski Poriadok è l’organo «di un movimento di destra» ma aggiunge che «tale pubblicazione non è stata finora contestata dagli studiosi». In realtà è un giornale fascista e antisemita a tiratura bassina. Ma soprattutto è la stampa russa che è diventata una sorta di grande magazzino delle porcherie. Qualche anno fa ebbe uno straordinario successo l’Udhiafnaja Gazeta (Giornale Terribile) che pubblicava solo notizie rigorosamente false. Adesso i russi vanno matti per Speed Info, mensile di false lettere di falsi lettori, tutte a sfondo sessuale. Ed è grande la tradizione russa delle «bufale», anche nobili e famose, come ha scritto Brodskij. Più che a uno scherzo, l’omosessualità di Lenin somiglia alla versione porno della favola di Biancaneve, e Cappuccetto Rosso che violenta la nonna. I giornali naturalmente hanno il diritto (e talvolta il dovere) di pubblicare le stupidaggini. Ma va ricordato che finiscono negli archivi, i quali sono, a loro volta, la fonte principale di tanta altra pubblicistica e persino di tanta storiografia. Perciò, attenzione: se qualche illustre professore un giorno vi raccontasse che la dittatura del proletariato fu un’orgia di travestiti..., ebbene credeteci pure, se vi pare. Ma se, all maniera antica, preferireste indignarvi, almeno sapreste con chi prendervela.