Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 18 agosto 1997
Se vi capitasse di dover fare a meno di una gamba, tocchiamo ferro, pregate Iddio che almeno sia la destra: avrete più detrazioni nel 740
• Se vi capitasse di dover fare a meno di una gamba, tocchiamo ferro, pregate Iddio che almeno sia la destra: avrete più detrazioni nel 740. L’hanno scoperto, rischiando il coccolone prima per lo sbalordimento, poi per la rabbia di non riuscire a cambiare una legge così cretina, quelli dell’Anglat, un’associazione che si occupa dei problemi di trasporto dei disabili. I quali dal 1986, entrata in vigore del delirio normativo, si sono impantanati in una palude di ricorsi, interrogazioni, proteste, promesse e rinvii.
• Che l’ltalia sia un Paese celebre a livello planetario non solo per l’abbondanza di leggi (37 disposizioni solo per i bachi da seta!) ma anche per l’assurdità di alcune norme si sapeva. Basti pensare a quella varata anni fa in favore dei «marocchinati», cioè di quanti erano stati violentati dai soldati marocchini di passaggio durante la seconda guerra mondiale, legge che fissava «una invalidità equipollente a quella della perdita di un dito» e che fu accolta da una inattesa corsa alla domanda. «Anch’io, anch’io...». O alla recente abolizione, segnalata da Giulio Tremonti in un memorabile articolo, della tassa sui cani sostituita dalla tassa sulla piastrina per i cani. Non c’è attività produttiva italiana che trabocchi di spirito d’iniziativa come quella legislativa. C’è chi ha proposto d’istituire l’anguilla d.o.c. di Comacchio, chi l’Ente per la valorizzazione del litorale Riviera dei Cedri, chi l’Ordine professionale del musico terapeuta. Migliaia e migliaia di correzioni, ritocchi, ricami precisazioni inondano la Gazzetta Ufficiale nello sforzo di chiarire i dettagli. «Intendesi per nave a vela (veliero) una nave la cui propulsione dipende da vele». Oppure: «Intendesi per suino da macello l’animale della specie suina destinato al macello». Eppure, in tutto questo uno spiritato attivismo che arriva a fissare un ventaglio di differenti aliquote Iva per la pasta, le merendine, i babà e i corn-flakes, nessuno ha ancora trovato il tempo di occuparsi del «comma 1, articolo 13 bis del Dpr del 22-12-86 numero 917». Il quale meriterebbe di entrare nel Guinness dei primati accanto alla catastrofe sessuale di Cigar, il miglior cavallo da corsa Usa che ha fallito la monta con 31 femmine diverse, costando alle Assicurazioni Generali un miliardo e mezzo a cilecca. Indifferente alla storia patria, che vede tra gli eroi Pietro Maroncelli ed Enrico Toti, entrambi monchi dal lato sinistro, l’articolo in questione dice infatti nella sostanza (lasciamo perdere il linguaggio burocratico) che una persona priva della gamba destra che compra un’auto col cambio automatico o se lo fa installare con lo spostamento dell’unico pedale a sinistra ha diritto a tre cose. A pagare solo il 4% di Iva, ad avere un rimborso del 20% dalla Usl e a detrarre dalla dichiarazione dei redditi il 22% del costo della macchina. Totale: almeno sei milioni di risparmio.
• Anche chi non ha la gamba sinistra, o ce l’ha inutilizzabile, è costretto a comprare l’auto col cambio automatico. Ma visto che. La macchina è già di serie e l’unico pedale è già dalla parte destra paga lo stesso il 4% di Iva (lì è la patente speciale che fa testo) ma non ha diritto né al rimborso dei soldi pagati in più per il cambio automatico né a scaricare il 22% del prezzo della macchina dal 740. Chiaro? Per dirla col linguaggio della Gazzetta Ufficiale: «Intendesi per legge deficiente la legge fatta da deficienti». La faccenda da qualche mese è nelle mani di un deputato leghista, Mauro Michielon. Il quale, conducendo parallelamente una battaglia per sapere se le ditte che trasportano disabili debbano applicare il 4 o il 19% di Iva senza riuscire (ogni lettera comincia con un estenuato ’Sono nuovamente a disturbarla...”) ad avere una risposta dal ministero delle Finanze, ha cercato di abolire la disparità costituzionale tra le gambe con un emendamento a un decreto finanziario che conteneva di tutto. Spiacente, gli ha risposto Violante, ma la presidenza, esaminata la questione «con la consueta attenzione e il dovuto rigore», ha raggiunto la convinzione che «si tratta di argomenti non riconducibili all’oggetto del provvedimento». Morale: per abolire quella legge stupida occorre fare un’altra leggina ad hoc. Una più una meno...