Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 4 agosto 1997
Ci sono voluti venticinque anni perché "Gola profonda" arrivasse nelle edicole oltretutto senza mai essere passato per i cinema
• Ci sono voluti venticinque anni perché "Gola profonda" arrivasse nelle edicole oltretutto senza mai essere passato per i cinema. Allegato a una rivista di settore (Video impulse) e in edizione originale è in vendita da oggi a 19.900 lire. Niente in confronto agli investimenti di venticinque anni fa, quando andare in Svizzera o in Francia per vederlo in una sala cinematografica era diventata una moda. Forse anche uno schiaffo alla morale. Sicuramente un salasso per il portafoglio.
• Ma molte cose sono cambiate. La morale, il comune senso del pudore, l’idea che andare a Mendrisio, Svizzera ticinese, rappresentasse una botta di vita. Perfino Linda Marciano, in arte Lovelace, che al film di Gerard Damiano deve quell’unico briciolo di notorietà che è riuscita a strappare alla mensa della vita, è diventata un’altra. Adesso, dopo che un destino canaglia gliene ha combinate di tutti i colori, si è trasformata - non senza ragione - in una suffragetta anti-porno. Anche Gerard Damiano, parrucchiere trash di Los Angeles, cineasta senza arte né parte, non è stato più lui. E cerca di sopravvivere, spremendo quello che ancora può dal mito degli anni Settanta, impantanato in filmetti porno che mettono addosso tristezza. Come sono lontani i giorni in cui Mike Nichols, il regista di "Conoscenza carnale", ne consigliava la visione a Truman Capote; Frank Sinatra lo proiettava, in forma strettamente privata, al vice presidente Agnew; e Berstein e Woodward chiamavano Gola Profonda l’informatore misterioso che dispensava notizie riservate sullo scandalo Watergate. Più che un film, Deep throat era diventato quasi una leggenda metropolitana. Forse anche un modo di essere, sospesi sulla sottile linea di confine che separava i pochi ”eletti” che l’avevano visto dal baratro dei molti che, senza averlo mai incrociato, raccontavano delle strabilianti performance di Linda Lovelace; la ragazza con il clitoride in gola. Ovvero, l’espediente narrativo sul quale si reggeva lo striminzito canovaccio del film (58 minuti), che qualcuno allora si ostinava a credere verità clinica acquisita.
• Che la povera Lovelace dovesse passare per un fenomeno da baraccone, era quasi scontato. E lei, volente o nolente, ci aveva messo del suo: « stato un mangiatore di spade a spiegarmi come si poteva ingoiare la lama fino all’elsa. Mi sono allenata per giorni e, quando mi sono sentita pronta, ho sperimentato la mia tecnica con un amico». Folgorato dal ”miracolo”, un altro amico, il manager Chuck Traynor - un maneggione legato alla mafia -, l’aveva costretta a pugni e calci a replicare davanti alla macchina da presa. Quanto alla mafia, i fratelli Perainos cacciarono i 25 mila dollari necessari alla produzione. Nel giro di pochi mesi ne guadagnarono 25 milioni. Ma il ”miracolo” di Linda finì anche per sconvolgere una quieta massaia inglese, che nel tentativo di imitarla rischiò di soffocare. Portato il film in giudizio, per gravi lesioni personali, perse la causa. «Chi cerca di imitare quello che succede sullo schermo, senza avere la preparazione di un attore, lo fa a suo rischio e pericolo», sentenziò il giudice. Non senza un pizzico di crudele humour anglosassone. Crudele e senza humour, invece, è stata la vita con Linda Marciano, in arte Lovelace. E chissà se il prossimo film di Ron Howard sulla sua vita le renderà giustizia.
Congelato nella sua piccola storia di soprusi e violenze, invece Gola profonda si è vendicato con gli interessi. Fino a diventare Storia. Già, perché c’è poco da fare, nelle 19.900 lire del prezzo della cassetta, rivista inclusa, finirete per portarvi a casa (se vorrete) anche un frammento di passato. Che il buio del tempo ha ingoiato. Fino all’elsa.