Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 28 luglio 1997
Ironico io? Per nulla
• Ironico io? Per nulla. Sono un pascoliano sfegatato». Michele Serra scioglie gli ultimi dubbi e risponde a Sanguineti. «Per me è un poeta straordinario, ed è anche il più evidentemente ridicolo tra i poeti: tombe, cimitero, bimbo morto, nonna in agonia. Un poeta coraggiosissimo: mi chiedo fino a che punto avesse la percezione di quanto si avvicinava al ridicolo. Profondo monocorde: credo che nessuno abbia saputo parlare di morte come lui. Lui la morte te la ”sfrittella” addosso».
Non è neppure la prima parodia pascoliana, questa di Serra. Ne scrisse un’altra, più ampia, con cui inaugurò il suo libro Poetastro. Poesie per incartare l’insalata (Feltrinelli, 1993). Per parodiare bisogna amare: «Gli unici poeti sui quali ho fatto questo esercizio sono lui e Guido Gozzano».
• Una ”linea” ben presente nel nostro secolo, che coinvolge anche Pasolini. «Mah, io da quando vivo nell’Appennino, riesco a leggere Pascoli con occhi diversi anche dal punto di vista del lessico». Insomma, un grande poeta.
«Un poeta sommo davvero. Anche se è difficilissimo spiegare perché ”ti piace” un poeta: forse la musicalità, il gioco sulle parole, quelle nenie dal fascino ipnotico, e poi il rapporto con la natura, le descrizioni della natura, e infine questo senso di morte. Ti restituisce pari pari quel che ”vedono” i suoi occhi e il suo cuore - e mi scuso per queso pascolismo -. Forse perché è poco metaforico».
• E forse perché ha mille facce, anche contraddittorie tra loro. C’è il Pascoli scrittore e quello, contorto fino alla perversione, della vita privata, del rapporto con le sorelle. C’è il Pascoli socialista e quello della ”grande proletaria”, come chiamò l’Italia che si era ”messa in moto” per la conquista della Libia; e c’è il Pascoli infine per la cui morte l’amico Maksim Gorkij scrisse da Capri nel 1912 una sorta di appello-preghiera invitando alla ”liberazione della terra”.
Scusi Serra, tutto questo suona un po’ ”buonista” nel senso attuale del termine. «Oddio, che orrore. Se le cose stanno così, allora è proprio vero che i veri perversi sono proprio i buonisti».