Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 17 febbraio 1997
In dieci anni la paghetta data dai genitori ai figli è raddoppiata crescendo più dell’inflazione, che nello stesso periodo è aumentata del 68%
• In dieci anni la paghetta data dai genitori ai figli è raddoppiata crescendo più dell’inflazione, che nello stesso periodo è aumentata del 68%. Nel 1986 i ragazzi prendevano in media 44.625 lire al mese (75.260 lire aggiornando con l’inflazione i prezzi al ’95), ora prendono circa 94.000 lire. I figli unici sono i più ricchi. Se poi vivono nel centro Italia e il papà è un contadino, la mancetta è la più alta in assoluto: i coltivatori diretti consegnano ai loro ragazzi 125.270 lire al mese, gli imprenditori e i liberi professionisti 117.750 lire, i pensionati 92.270 lire, gli impiegati 93.690 lire, gli operai 81.080 lire. Un single che vive con un figlio unico gli dà 69.240 lire al mese contro le 86.420 versate ad un figlio unico che vive con entrambi i genitori. Se i figli sono due prendono 65.000 lire a testa, se sono tre 52.500 lire. Al Nord l’incremento della paghetta è stato di 10.000 lire, al Centro di 30.000, al Sud di 26.000. In una famiglia di tre persone il figlio prende 10.300 lire da bambino, 36.200 lire da adolescente e 123.100 lire da adulto. (Dati Istat).
• Le paghette dei bambini dai 5 ai 13 anni sono destinate: ai gelati (37,1%); alle gomme da masticare (30,6%); a patatine e pop corn (23,8%); alle figurine (1,6%); a giornalini e fumetti (15,7%); a giocattoli (15,3%); alle bibite gassate (9,7%); a dolci e snack (9,6%); al cioccolato (8,9%); agli articoli di cartoleria (8,4%); ai vestiti (5,8%); ai libri (4,3%); a dischi e musicassette (3,5%).
• Arianna, 13 anni, figlia di Lella Costa, da qualche mese riceve dai genitori 25.000 lire alla settimana. Ne spende metà per andare da McDonalds e per comprare cd delle Spice girls, l’altra metà la mette da parte per fare regali alle amiche e a mamma e papà. Adriano Panatta non ha mai dato paghetta ai figli (Nicolò, 22 anni, Alessandro, 18 anni e Rubina, 16 anni). Dice però che i ragazzi hanno tutti i soldi di cui hanno bisogno, molto di più delle 100.000 lire al mese della media italiana.