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 1997  febbraio 10 Lunedì calendario

Nel luogo in cui mi trovo una nomenclatura esatta e spesso misteriosa inquadra persone e cose

• Nel luogo in cui mi trovo una nomenclatura esatta e spesso misteriosa inquadra persone e cose. L’ospite recente si chiama Nuovo Aggiunto - dapprincipio avevo capito Nuovo Giunto, che suonava più sensato. Del resto, a questo albergo l’ospite non «scende»: vi viene associato. Sbrigate le incombenze di portineria - polpastrelli, foto di fronte, profilo destro, profilo sinistro, spoliazione di ogni avere e indumento, e flessione, assegnazione di posate di plastica e coperta marchiata AP, e un rotolo di carta igienica rosa, sequestro di ogni genere di giacca, soprabito e copricapo, libri e quaderni rilegati eccetera - l’ospite incontra i Giunti da Tempo. Alcuni, da moltissimo tempo. E così che ho fatto la conoscenza del signor F. L’ho visto la prima volta al passeggio della mattina, che, per l’aria ancora pungente e nebbiosa, è disertato dalla maggior parte dei clienti. Essi sanno che il sole scavalcherà i muri che circondano il cortile solo nella tarda mattinata, così se ne restano nelle loro stanze, e parlano di che cosa cucineranno oggi.
• Il signor F. arriva nel cortile, in un abbigliamento inadeguato alla stagione e alla sua età - non è più giovane, infatti, e inclina alla pinguedine - si dirige verso il centro di quello spiazzo di cemento slabbrato, e vi si sdraia. Resta a occhi aperti in quella incomoda posizione. Nessuno gli chiede conto di quella stranezza; e per la verità il luogo in cui mi trovo sembra avere una sua peculiare discrezione. Servendomi della mia qualità di Nuovo Aggiunto per giustificare la curiosità, che ho fortissima, ho saputo che il signor F. è argentino, e anzi patagonico di Rio Gallegos. Non solo andai a Rio Gallegos, ma vi noleggiai un piccolo aereo dal quale si scendeva in corsa per ancorarlo prima che il vento, che là soffia madornalmente, lo portasse via come un aquilone. Dunque ora io e il signor F. siamo amici. In verità quel suo giacere a pancia all’aria non ha niente di eccentrico. Il signor F. guarda il cielo. Dice che da quella posizione i muri di cinta, innegabilmente squallidi, incorniciano il paesaggio del cielo, così mobile del resto da affascinare il signor F. come un cinematografo. Il signor F. prende nota di tutto ciò che attraversa lo spazio della sua osservazione, e per esempio domenica 2 febbraio ha visto passare uno stormo di sette anatre selvatiche in bella formazione. Il signor F. era molto contento, negli ultimi giorni, della limpidezza azzurra del cielo, oltre che del tepore precocemente primaverile che accompagna le sue osservazioni. Egli è soprattutto esperto di nuvole, della direzione dei loro movimenti e delle mutevoli figure che assumono.
• In questi giorni le nuvole sono, quando il sole batte la foschia della prima mattina, candide e sfioccanti su quel nitido fondo azzurro. Il signor F. si rammarica che sia diventato così raro vedere il quadro del suo cielo senza le striature arroganti e poi ridicolmente sgonfiate degli aerei di passo: ma poi ammette che quei proiettili traccianti hanno una bellezza vicino alla nostalgia. Poiché il signor F. è un argentino - addirittura un argentino recluso e in terra straniera- la nostalgia lo riempie come il vento gonfia una vela. Sebbene abbia presentato un gran numero di domandine, il signor F. non è stato ancora autorizzato all’acquisto delle cassette con i tanghi. Conosco abbastanza i tanghi, sicché ne abbiamo recitati insieme parecchi, e abbiamo parlato di Discepolo e del funerale di Gardel. Il signor F. è ospite di luoghi come questo da molti anni, così ho potuto dirgli qualcosa di com’è cambiata la Calle Corrientes, Suppacha ed Esmeralda. Fra tutti i tanghi il signor F. predilige quello: «Sur». Il 31 gennaio, mentre camminavamo, e io guardavo in terra, e lui guardava in cielo, ho detto al signor F. quanto mi dispiaceva che fosse morto Osvaldo Soriano. Il signor F. è diventato triste in un modo che non si può dire, perché non lo sapeva. Triste solitario y final.