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 1997  gennaio 06 Lunedì calendario

Riccardo Illy, sindaco di Trieste e industriale del caffè non ci sta e ha lanciato l’allarme

• Riccardo Illy, sindaco di Trieste e industriale del caffè non ci sta e ha lanciato l’allarme. Ha scritto qualche tempo fa una lettera al presidente del Consiglio Prodi per denunciare il rischio di fuga delle imprese del Nord Est. Prodi ha replicato che ha pronto il decreto per trasformare Trieste in zona franca, ma Illy è ancora sul piede di guerra. Gli episodi che ”bruciano” sono molti: ad esempio il gasdotto dell’Eni che doveva passare per Monfalcone è stato bloccato da un referendum popolare, l’investimento è stato subito dirottato sulla Croazia. Dottor Illy, perché tanto allarme? «Qui non siamo più di fronte a un semplice rischio ma ad una realtà. Non c’è una, dico una, industria di queste parti che non stia pensando di andarsene. Alcune lo fanno sul serio».
• Che cosa spinge alIa fuga? «Il primo problema è la tassazione del reddito d’impresa che da noi è troppo alto, come diciamo da sempre. I nostri vicini austriaci sono venuti nei giorni scorsi nel triveneto per contattare le nostre aziende: ebbene il reddito d’impresa lì è tassato al 37 per cento». Ci sono altri motivi? «In Italia ci sono 200 mila leggi, la burocrazia è assillante, è un ostacolo difficile da scavalcare. Senza contare la qualità dei servizi e delle infrastrutture».
• Ci faccia qualche nome di azienda che sta per fare le valige. «Ne faccio una per tutte. La Zuegg, che ha sede in Alto Adige, doveva ampliare il proprio stabilimento e fare un nuovo investimento che avrebbe creato numerosi posti di lavoro. Ebbene, ci ha rinunciato: ha preferito andare a Berlino dove gli hanno fatto ponti d’oro. Può bastare?».