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 1998  ottobre 19 Lunedì calendario

Incontrando ai primi di ottobre i sindacati, i vertici Telecom hanno prima preannunciato un calo degli utili attesi per il ’99, quindi giudicato «infondata» la notizia, infine confermato la previsione di fronte alle richieste di chiarimenti della commissione di vigilanza

• Incontrando ai primi di ottobre i sindacati, i vertici Telecom hanno prima preannunciato un calo degli utili attesi per il ’99, quindi giudicato «infondata» la notizia, infine confermato la previsione di fronte alle richieste di chiarimenti della commissione di vigilanza. Questa condotta viola le norme del recente Testo Unico dei mercati finanziari e dei regolamenti attuativi della Consob, che impongono alle società quotate di informare tempestivamente e con precisione il pubblico sui fatti «idonei ad influenzare sensibilmente il prezzo degli strumenti finanziari». Il ministero del Tesoro dovrebbe presto comminare una multa tra i 10 ed i 200 milioni per violazione delle norme sull’informativa societaria: poiché nel Cda Telecom siedono tre amministratori nominati dal ministero a garanzia del 5,2 per cento di azioni ancora in mano pubblica, il Tesoro dovrà anche pagare parte della sanzione.
• Dal giorno del collocamento in borsa, le azioni Deutsche Telekom e France Télécom hanno quasi raddoppiato la loro quotazione, passando, rispettivamente, da 28,50 a 49,85 marchi (quotazione del 12 ottobre) e da 182 a 416 franchi. Le azioni Telecom Italia sono rimaste vicine alle 10.908 lire di fine ottobre ’97 (quotazione del 12 ottobre: 9.384 lire; del 14 ottobre: 10.965). Tutte e tre le aziende sono state privatizzate lo scorso anno. Il titolo italiano è stato il più scambiato: negli ultimi tre mesi la media è stata di 20-25 milioni di azioni al giorno con un picco, la prima settimana di ottobre, di 200 milioni in cinque sedute. La Ifil di Umberto Agnelli, detentrice dello 0,6 per cento del capitale Telecom, ha avuto perdite di 100 miliardi rispetto al valore di carico, il gruppo Imi San Paolo di 250, la Generali di 240, il Credit di 150, la Comit di 100.
• Carlo Mario Guerci ha indicato sul ”Sole-24 Ore” i cinque i punti chiave di un rinnovamento Telecom che permetta di recuperare le prospettive di crescita: 1) revisione di tutti gli strumenti necessari a fidelizzare il cliente e riconoscimento degli esuberi da sostituire con forze nuove, in grado di adattarsi rapidamente; 2) prudenza nelle alleanze internazionali; 3) meno nervosismo nelle relazioni esterne e più attenzione ai processi ed alle risorse umane; 4) rafforzamento del marketing; 5) scelta di un amministratore che abbia esperienza di gestione del cambiamento e del risanamento in aziende complesse e di trattative internazionali, una credibilità ottenuta con successi avuti altrove, un forte senso della privacy aziendale.
• ”la Repubblica”: «Telecom Italia dovrebbe diventare una ”società manageriale”, cioè un’azienda in cui gli alti dirigenti si assumono una responsabilità piena nei confronti degli azionisti e del mercato finanziario, e rispondono fino in fondo dell’andamento aziendale: lucrando guadagni favolosi e perdendo il posto in mezz’ora, quando demeritano, e magari pagando i danni subiti dalla società per loro colpa. Si tratta di manager che, per la maggior parte, si cooptano, cioè si assortiscono reciprocamente per affinità e stima, salvo la necessaria ratifica degli azionisti i quali, però, sono indifferenti a nomi e curriculum e guardano soltanto ai risultati. Sono società ”public”, dove l’azionariato è realmente diffuso (centinaia di migliaia di piccoli soci) ma è poi presidiato dagli investitori istituzionali, attentissimi a tutelare gli interessi standard di una sana gestione aziendale: attenzione per la redditività, cura per il consolidamento patrimoniale, velocità nell’adeguamento strategico».