Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 4 novembre 1996
Come è accaduto altre volte, in questa bustina ho voglia di riflettere su un caso che non è più di stretta attualità
• Come è accaduto altre volte, in questa bustina ho voglia di riflettere su un caso che non è più di stretta attualità. Le foto di lady Diana che fa la lotta coi cuscini, si fa ammirare in reggiseno e caracolla sul suo amante, erano false. Che un giornale della sera inglese si diletti in simili scoop, mi sembra normale; che per avere lo scoop a tutti i costi non si guardi per il sottile e si possa cadere vittima di pataccari, anche questo è nell’ordine delle cose; che i lettori britannici vadano pazzi per il pettegolezzo (pratica nata, immagino, con l’uomo di Neanderthal), pur di poter fiorire, debba essere nutrito di particolari piccanti. sapere che A commette adulterio con B è naturalmente insufficiente, meglio se si può raccontare che si prendono a staffilate, lei con gli stivaletti a tacco alto, lui con pelle di leopardo. E se poi uno fosse il primo ministro e l’altro un arcivescovo, questo non sarebbe più un pettegolezzo ma una notizia.
Tuttavia provo la conturbante sensazione di trovarmi di fronte a una irreversibile decadenza dei costumi. Il "Sun" ha raccontato ai propri lettori, e i lettori hanno letto e guardato con la saliva alla bocca, che lady Diana si prendeva a colpi di guanciale col suo bell’ufficiale, gli si mostrava in indumenti intimi e uno montava in sella all’altra, o viceversa, ma non in senso maliziosamente metaforico, bensì nel pieno significato ippico del termine.
• C’è da mettersi le mani nei capelli. Ma dove è finito il senso del peccato, il gusto di quella innaturale raffinatezza erotica, condita di crudeltà, che ha reso spasmodicamente seducente il verbo del Divin Marchese - ma senza finire nel sadomaso; dove sono le sfrenatezze dei gaudenti ancora inizio secolo che bevevano lo champagne nella scarpina della ballerina, le cospargevano il seno (nudo!) per poterlo suggere stilla a stilla? Dove sono gli inquietanti androgini, le vergini funeste, le "belles dames sans merci", le "allumeuses", le madonne dei vagoni letto, la carne, la morte e il diavolo?
La decadenza dei costumi non sta nel fatto che Diana e l’amante, al colmo dell’estasi, si comportassero come chierichetti svampiti per aver appena sciroppato il vino da messa in sacrestia, facendo qualcosa che non avrebbe neppure scandalizzato San Luigi Gonzaga, bensì nel fatto che due milioni di lettori inglesi paghino per sentirsi raccontare queste faccende.
• Ora chiedo a un lettore o a una lettrice normale, che abbiano superato la soglia fatale dell’adulterio: una volta entrati in affettuosa amicizia con un amante degno di questo nome, forse all’acme della passione vi fate il marameo o vi bendate per giocare a mosca cieca? E la lotta con gli origlieri non l’avevate fatta a tempo debito, in un momento di casta gaiezza, con i vostri figli, o in collegio, al campeggio, all’ostello della gioventù, durante gli esercizi spirituali? Vi fareste un amante per giocarvi a scassaquindici, bandiera araba, tombola, Scrabble, o per appartarvi insieme (insieme!) onde spogliare e rivestire Barbie?
Vi fate un’amante (regale!) e la guardate in reggiseno? Ma è cosa che neppure un terziario francescano! Vale la pena di spettegolare per sentire raccontare che il tale si porta la sua druda in uno chalet e se la guarda in costume, quando poteva farlo alla piscina comunale?
• Uno dice: ma il pettegolezzo sta proprio in questo, nel sapere che finalmente costoro (dei cui amori si è detto anche troppo) non si univano, ma sportivamente si fronteggiavano - e forse perché alla loro infanzia erano mancati proprio e piumacci all’antica e cavallucci a dondolo, e dopo tante traversie avevano realizzato il sogno segreto e tenerissimo che cova nel cuore di ogni peccatore per dovere sociale. Sì, questa ipotesi pare più ragionevole, ma allora perché non fare come i buoni italiani, e acquistare una rivista per famiglie dove si vede Prodi che sulla riviera adriatica spruzza acqua alla signora Flavia?
No, no, questi lettori inglesi comperavano il "Sun", vedevano i due caracollare come cavalieri di re Artù, e cadevano in preda a satiriasi. Il popolo in cui buon re Enrico VIII cambiava una moglie per stagione e incaricava il boia delle pratiche di divorzio, il cui Bardo amava una Dark Lady che forse era un Dark Boy, dove è stata raccontata la carriera di un Libertino, che ha ispirato ai francesi la moda del "vice arglais", che ha celebrato i mangiatori d’oppio, che ha amato l’androgina Orlando, che ha visto un guardiacaccia indecentemente rotolare nel sottobosco con una Lady, che ha eletto l’omofilo quartiere di Bloomsbury a modello di cultura, il cui principe ereditario (almeno) trova ardite metafore ginecologiche per dichiarare il suo amore, ora si eccita per due guanciali sprimacciati in luogo (e neppure in vaso) indebito? E’ il crollo di un Impero.