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 2000  maggio 22 Lunedì calendario

C’è una canzone richiestissima in tutte le radio del mondo, ma il disco è, per ora, introvabile nei negozi d’Europa, dove fioccano le prenotazioni

• C’è una canzone richiestissima in tutte le radio del mondo, ma il disco è, per ora, introvabile nei negozi d’Europa, dove fioccano le prenotazioni. E’ una ballata, un caso, una leggenda. Nasce qualche mese fa in una città dell’Indiana. Un ragazzo del Midwest americano non ne può più della sua esistenza: mattine di lezioni barbose; svogliati pomeriggi al McDonald’s; serate con i genitori obesi davanti a polli unti e telequiz stupidi. Decide di farla finita. Prima, ne parla con un amico di nome Bobby Gaylor, un tizio con gli occhiali su una faccia da Elvis Costello inacidito, che, per vivere, sceneggia fumetti e sit-com. Bobby ascolta le sue ragioni. Ammette: «Non hai tutti i torti». Aggiunge: «Ci sono pro e contro». Per spiegarli meglio ci scrive una ballata: Suicide, sei minuti e 25 secondi. La consegna a una radio di Indianapolis, che trasmette sui 103.3. La registrazione va in onda e subito arrivano centinaia di telefonate che ne invocano altri passaggi. Gaylor riceve 15 mila e-mail di ringraziamenti per aver ridato un senso alla vita di altrettante persone.

• Un uomo di Washington gli scrive, addirittura: «Ho ritrovato il sapore delle patatine». Una casa discografica produce il cd, con un’avvertenza: ascoltate sempre Suicide per intero, perché se vi fermate alla prima metà, vi buttate con sollievo dalla finestra. Gaylor infatti parte elencando i buoni motivi per farla finita. La sua voce strascicata suona piuttosto convincente. Esordisce dicendo: «Gli animali non hanno scelta, dove li hanno messi, stanno. Altrimenti, un sacco di cani e gatti con padroni imbecilli la farebbero finita. Noi, invece, abbiamo la libertà di scelta, questo è il bello, e possiamo andarcene quando ci pare». proprio il caso di partire anzitempo? Con spietata ironia Suicide elenca una serie di vantaggi conseguenti: «Non ti prendi sicuramente l’Aids, ti passa l’acne, non ti devi più preoccupare di restare incinta, la smetti di fare sogni bagnati pensando alle top model, non ascolti più Barry Manilow (tradotto: Amedeo Minghi), non ricevi più regali di Natale orrendi da zie e nonni, ti liberi dei genitori, dei preti e del filo interdentale, non hai più conti da pagare e saluti il mondo urlandogli: hey, baciami le chiappe, adesso».
• Un gesto liberatorio, dunque, e utile per chi resta, poiché determina «un posto di lavoro che si libera, una casa sfitta, una fila leggermente più corta alle Poste, un impercettibile ma gradevole aumento dell’ossigeno pro capite». Siamo al terzo minuto, l’amico di Gaylor apre la finestra, 15 mila giovani che ascoltano la radio in macchina avvicinano il piede all’acceleratore e abbassano le palpebre, un uomo a Washington si arrende: l’esistenza è insipida. Poi la ballata infila un MA e svolta, il ragazzo sosta al davanzale, i guidatori riaprono occhi e orecchie, l’uomo di Washington assaggia meglio. MA, canta Gaylor, se te ne vai, ti perdi «il sapore dei baci, gli allucinogeni, le notti d’estate, il sesso, il pensiero del sesso, l’ossessione del sesso, il sesso con la persona che ami, il sesso con due persone di cui ti frega zero». E fin qui, siamo tutti con Gaylor. Poi la lista dei ”contro il suicidio” si allunga e diventa uno specchio dei desideri degli adolescenti del Midwest e di mezzo mondo, includendo «il piacere di mandare a quel paese i genitori e quello di vedere la moglie del vicino che si spoglia, attraverso le tapparelle».
• Alla fine, dopo 385 secondi, un’invocazione: «Sei nato, finisci il lavoro che hai cominciato». Esultanza davanti alla radio, finestre che si richiudono, auto che si rimettono in carreggiata, McDonald’s che riprendono a sfornare patatine, padri rassicurati che premono il telecomando e ruttano. Suicide riceve apprezzamenti di pubblico e critica. I dj trasmettono, i ragazzi si entusiasmano, gli psicologi plaudono. Musicalmente s’inserisce nel filone delle ballate salvavita aperto trionfalmente da Sunscreen (lozione solare), una suadente collana di consigli controproducenti (il più devastante: butta le bollette, tieni le lettere d’amore). MA, a differenza della precedente, funziona. Dopodiché, come canta Bobby Gaylor, il bello di essere uomini e non gatti é avere libertà di scelta e siamo quindi padroni di pensare che questa sia un’operazione commerciale, il suo autore un simpatico furbo e le verità del suo testo, quelle contenute nelle prima parte. MA, seguite le avvertenze, ascoltatela fino in fondo e «continuate a passare davanti alle finestre aperte».