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 1997  giugno 09 Lunedì calendario

Nelle ultime settimane i giornali hanno parlato della crisi dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani e hanno accennato - come a uno dei motivi della crisi - al ritardo nell’affrontare il problema della trasformazione delle enciclopedie in dischetti ipertestuali o Cd rom che dir si voglia

• Nelle ultime settimane i giornali hanno parlato della crisi dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani e hanno accennato - come a uno dei motivi della crisi - al ritardo nell’affrontare il problema della trasformazione delle enciclopedie in dischetti ipertestuali o Cd rom che dir si voglia. Prima però di discutere questo problema c’è da fare una considerazione preliminare - naturalmente partendo dal principio che la vecchia Enciclopedia Treccani è forse la migliore del mondo, e di altissima qualità sono le sue varie filiazioni più recenti. E che enciclopedie di quelle dimensioni hanno un mercato limitato che non può espandersi più di tanto, e non per il costo dei volumi (perché si potrebbero fare generosi tentativi di rateizzazione) ma per il costo dello spazio che occupano. Questo fattore non è mai preso abbastanza in considerazione, ma il costo-parete di una grande enciclopedia è superiore al prezzo dell’enciclopedia stessa - e se la regalassero a studenti che vivono in un appartamento mono o bicamere, costoro sarebbero obbligati a rifiutare il dono.
• Si calcoli poi che una enciclopedia è un bene mobile che passa di padre in figlio. Il valore del bene decade nel tempo, perché una enciclopedia, specie al giorno d’oggi, richiede un aggiornamento costante, ma chi ce l’ha già difficilmente ne compera una nuova. Quanto a chi vorrebbe comperarla, si chiede quanto a lungo l’investimento sarà redditizio, visto che quando i figli saranno grandi moltissime voci saranno superate. Per tutte queste ragioni sarebbe consigliabile trasferire una grande enciclopedia in dischetto ipertestuale. Non tanto per coloro che amano consultare i volumi, e vederseli dietro alle spalle, quasi a titolo di conforto, ma per tutti quelli che non potrebbero permetterseli, e che risolverebbero il problema mettendo tutto in un cassetto, anche perché un giorno l’intera Treccani potrebbe stare in un solo disco. Se oggi alla voce ”Napoleone” trovo menzionato Wellington e voglio saperne di più, debbo alzarmi, prendere il volume W e posarlo sul tavolo accanto al volume N, e quando voglia anche consultare ”Nelson” e ”Trafalgar” sono perduto. Col disco, siccome ha struttura ipertestuale, posso cliccare sulle parole che m’interessano all’interno di una voce e avere subito il rimando alle altre voci.
• Dobbiamo però considerare anche gli argomenti che militano contro il Cd rom. Per esempio oggi come oggi la grande Treccani non potrebbe stare su un solo disco. Non dovrei alzarmi e farmi venire il gomito del tennista per prelevare molti volumi, ma dovrei estrarre e reintrodurre vari dischi. Inoltre se volessi, di Napoleone, sapere solo la data di nascita, dovrei interrompere il lavoro che sto facendo al computer, cercare il disco dell’enciclopedia, introdurlo, attivarlo, eccetera. Il disco ipertestuale, per le consultazioni rapide, è laborioso. Va benissimo per contenere, poniamo, una storia comparata delle civiltà, dove l’utente naviga attraverso cronologie, schede, immagini a colori, cerca connessioni inedite, impara via via che procede; ma per sapere una data e basta, il disco impone ancora troppo lavoro - a meno che si arrivi a computer con memorie megagalattiche, in cui si mette una intera biblioteca di dischi ”dentro” alla macchina, e si viaggia portandosi dietro la propria biblioteca. Qualcuno lo fa già con un dizionario o due, ma tutto non ci sta ancora (anche se ci starà).
• Facendo queste considerazioni appare realistica l’idea che Rita Levi Montalcini, presidente dell’Istituto Treccani, ha esposto in una sua intervista al ”Corriere della Sera” del 23 aprile scorso: si salti la fase dei dischi e si metta l’enciclopedia online. In tal caso, mentre stai scrivendo e hai bisogno di poche notizie essenziali su Napoleone, ti colleghi via Internet, prelevi la voce, e se vedi che ci sono delle parti che poi vuoi consultare con più calma ti fai una stampata. Si noti che in tal modo il problema dell’aggiornamento è completamente risolto e l’utente ha a disposizione informazioni sempre fresche. L’accesso deve essere naturalmente ad abbonamento, altrimenti l’istituto va definitivamente a catafascio, ma la Britannica fa già così. Salvo che la Britannica accessibile online è più povera di quella cartacea. D’altra parte, se l’enciclopedia volesse essere ricchissima dovrebbe avere anche riproduzioni a colori, e queste in linea prendono tempo, e sono meno definite di quelle offerte da un Cd rom. Come si vede la questione non è di facile soluzione, anche perché, sino a che si tratta di mettere in disco o in linea, dopo aver definito tutti i nodi intertestuali, una enciclopedia in un volume solo (come ha fatto Zanichelli), il lavoro si può compiere nel giro di un anno. Ma con l’intera Treccani c’è il rischio che, quando il lavoro sia finito, la tecnologia informatica abbia fatto tali sviluppi da rendere già obsoleta l’operazione. Ma è certo che, in un modo o nell’altro, occorrerà cercare soluzioni in questa direzione.