Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 9 giugno 1997
L’orrore che l’incomprensibile accanimento americano per la pena di morte suscita in molti di noi ci impedisce forse di vedere un aspetto fondamentale del problema-forca: la sua natura politica, prima che morale
• L’orrore che l’incomprensibile accanimento americano per la pena di morte suscita in molti di noi ci impedisce forse di vedere un aspetto fondamentale del problema-forca: la sua natura politica, prima che morale. Scrivono lettori - e giornalisti - sconvolti da esibizioni di «assemblaggio della morte» come quelle offerte in questi giorni dal Texas: ma perché la classe politica americana, i partiti, quel presidente Clinton che fece tanto girare la testa alla sinistra come oggi la fa girare Blair, non fanno qualcosa, se non per impedire, almeno per educare e calmare i cittadini, anziché comportarsi come allegre majorettes ai piedi della ghigliottina?
• Lasciamo perdere, per un momento, tutte le formule e le chiacchiere sociologiche , psicologiche, razziali, storiche sulla ”violenza” americana. Il motivo per il quale Clinton e compagni, di destra e di sinistra, non intervengono - anzi, assecondano - la sete di patibolo è la natura stessa della democrazia americana. La classe politica non è eletta negli Stati Uniti per mediare, per insegnare, per sentirsi migliore di chi la elegge: è eletta per eseguire il mandato - gli ordini - del datore di lavoro che è il suo elettore. Se gli elettori vogliono come ora vogliono la forca, forca avranno. Fine del discorso. Si chiama democrazia diretta ed è bene guardarla in faccia ora che noi italiani stiamo studiando idee e regole per modificare la nostra forma costituzionale. bene sapere che la sorda, spugnosa democrazia delegata e mediata che noi soffriamo da mezzo secolo ha grandi inconvenienti ma anche qualche paradossale vantaggio: forma tra gli umori mutevoli e spesso aspri del pubblico e l’azione legislativa e di governo una barriera di gomma contro la quale si infrangono e si calmano le onde mutevoli delle emozioni collettive. Soprattutto in questa epoca di facile, quotidiana manipolazione emotiva, qualche impedimento tra il grido delle piazze e l’azione di governo non è necessariamente un male.
• Il paradosso dietro la forca è dunque questo: il patibolo funziona a tutto regime negli Stati Uniti perché la democrazia - il governo della maggioranza - lì funziona benissimo. Le fabbriche della morte sono una prova sinistra ma chiara dell’efficienza della democrazia americana. un paradosso che Mario Cuomo, sicuramente uno dei leader politici più intelligenti di questa generazione, riassumeva così: «Io sono cattolico e dunque assolutamente contrario all’aborto volontario. Ma come governatore eletto di uno Stato devo rispettare la volontà dei miei elettori, dunque devo difenderlo e consentirlo». Cuomo non accettò invece mai di introdurre la pena di morte a New York. E fu trombato.
• Occorre dunque sapere che ogni sistema costituzionale non è mai senza difetti, senza trade offs come dicono gli economisti, senza prezzi da pagare. In una democrazia meno diretta, meno instant democracy come è quella americana dove le opinioni dei leader sono solubili istantaneamente nell’acqua dei sondaggi e degli umori, quel che la maggioranza vuole, la maggioranza ottiene. Nelle democrazie delegate ed elitiste, la traduzione degli umori in azione è assai più lenta e difficile. Un fatto che impedisce e frena le riforme buone, ma impedisce e frena anche le riforme cattive. «Meglio un ufficiale cretino ma pigro che un ufficiale intelligente e troppo zelante», sosteneva Von Moltke, il maresciallo, echeggiando il celebre surtout pas trop de zel, mai troppo zelo, che Tayllerand insegnava ai suoi diplomatici. Chi vive in una democrazia inefficiente e immobilista, sogna l’efficienza e l’agilità di quella americana. Chi vive in America vorrebbe invece talvolta, come nel caso delle fabbriche della morte, vedere un po’ meno di efficienza e di reattività. Indigniamoci pure per la ferocia americana, ma ricordiamo che in quelle forche surriscaldate c’è una lezione politica, e non solo morale o umana: non sempre le maggioranze sono ”buone” o ”virtuose” o ”illuminate”. Ma in una democrazia diretta conta sempre e soltanto che esse siano maggioranze.