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 1997  aprile 21 Lunedì calendario

I titoli dei film più sono corti meglio funzionano e possibilmente devono essere formati da due parole, auspicabili senza articolo, come *Arma letale* (ossia in Usa *Lethal weapon*) o come l*atteso *Absolute power* di e con Clint Eastwood

• I titoli dei film più sono corti meglio funzionano e possibilmente devono essere formati da due parole, auspicabili senza articolo, come *Arma letale* (ossia in Usa *Lethal weapon*) o come l*atteso *Absolute power* di e con Clint Eastwood. I titoli, dunque, si restringono sempre di più, da *Cape Fear* a *Forrest Gump*. O come *Forget Paris* di Billy Crystal e l*imminente in Italia *Liar liar* con Jim Carrey, che si è battuto personalmente per questo titolo, che significa Bugiardo bugiardo ed è già diventato uno slogan dei bambini oltreoceano. La scelta breve è ormai molto competitiva e viene fatta sempre più spesso dalle grandi compagnie che tendono a lasciare lo stesso titolo corto e comprensibile anche per il mercato europeo per non perdere l*immagine pubblicitaria della pellicola. Basta scorrere gli elenchi dei prossimi titoli per rendersi conto della preferenza: *The fifth element* di Luc Besson è il film sul quale punta in Usa la Columbia TriStar, major emblematica della tendenza.
• Nel suo listino d’oltreoceano per tutto il ’97, i film hanno soprattutto due parole, al massimo tre, nel titolo: ”Desperate measures” di Barbet Schroeder con Michael Keaton, ”Excess baggage” di Marco Brambilla con Alicia Silverstone, ”Starship troopers” di Paul Verhoeven con Casper Van Dien, ”Old friends” di James L. Brooks con Jack Nicholson, ”Amy Foster” di Beeban Kidron con Vincent Perez, ”Donnie Brasco” di Mike Newell con Al Pacino, ”Air-Force One” di Wolfgang Petersen con Harrison Ford. Gli altri hanno una sola parola: ”Anaconda”, ”Buddy”, ”Gattaca”, ”Kilronan”, ”Stinkers”. I problemi cominciano a diventare molti perché i giochi di parole, con vocaboli sfruttatissimi, sono ormai ridotti anche se, come ha dichiarato Nick James caporedattore di ”Sight and Sound”: «Sino a 20 anni fa, Hollywood non ripeteva i titoli e cercava sempre nuove etichette. Ora, visti i risultati al botteghino di alcuni film popolari, si tende a riciclarli con nuovi aggettivi».
• Un’indagine su 100 mila titoli di film Usa ha rivelato che le parole più ambite e utilizzate sono: love-amore (oltre 400 film), death-morte (300), crime-crimine (200). Negli ultimi 5 anni sono state molto sfruttate: ”virtual” (virtuale), ”power” (potere), ”deadly” (mortale), ”hostile” (nemico). L’inchiesta ha rivelato anche che esistono, per i prossimi 4 anni, soltanto 2.000 possibili variazioni con tutti questi vocaboli: quindi la tenzone sarà all’ultima parola.
• Esistono, in ogni studio Usa, uffici preposti alla scelta dei titoli e sono gli stessi che, in accordo con il regista e il produttore, scelgono i trailer. Sono quasi spariti i vocaboli erotici, che spesso inducono al fiasco, ed è stata appena varata una legge che protegge i titoli per un anno, senza pericolo di riciclaggi, e che obbliga ogni major a depositarli anche solo con la dizione, come ha fatto Oliver Stone per la sua pellicola con Sean Penn, Nick Nolte e la nuova star Jennifer Lopez, ”Untitled Oliver Stone Film”.