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 1997  febbraio 17 Lunedì calendario

Era la Dorian Gray di Baggio, o si trattava della vera, bellissima Dorian Gray dell’Italia degli anni Cinquanta? Chiunque fosse, quella che alle 3 di ieri è spirata nella sala di rianimazione dell’ospedale San Carlo era una donna disperatamente sola, chiusa nel suo modesto bilocale al nono piano d’un palazzone del Comune, al 44 di via Bagarotti, tra Baggio e il Quartiere degli Olmi

• Era la Dorian Gray di Baggio, o si trattava della vera, bellissima Dorian Gray dell’Italia degli anni Cinquanta? Chiunque fosse, quella che alle 3 di ieri è spirata nella sala di rianimazione dell’ospedale San Carlo era una donna disperatamente sola, chiusa nel suo modesto bilocale al nono piano d’un palazzone del Comune, al 44 di via Bagarotti, tra Baggio e il Quartiere degli Olmi. Ede Clemente, questo il nome della donna scomparsa, si è sentita male martedì mattina. Soffriva da tempo, spesso cadeva, invocava aiuto dietro la porta o chiamando al telefono i vicini. E i vicini accorrevano premurosi, come forse soltanto in certe periferie è ancora possibile. Martedì era intervenuta la sua dirimpettaia, la signora Rosalia Bonomo, che da alcuni giorni la accudiva, le recava conforto. Ede, come Dorian Gray, era molto bella. Ma da tempo si era data all’alcool. E fumava tantissimo, portava alla bocca la sigaretta con la mano affusolata nel gesto elegante che tante volte i vicini - il custode Antonio Schinco e la moglie Rosina Sassone, per esempio - avevano visto in televisione, quando sul piccolo schermo passavano film come ”Crimen”, ”Mogli pericolose”, ”Totò, Peppino e la malafemmena”. Già, perché Ede da un po’ di tempo - per solitudine e forse per residua vanità -, aveva cominciato a raccontare d’un passato di attrice che l’aveva vista al fianco di attori come Sordi e Gassman, Manfredi, Silvana Mangano, Totò.
• Dorian Gray? «Certo. Io sono stata una grande attrice», diceva. E apriva un borsone mostrando fotografle e ritagli di giornali, cimeli. «Un giorno - racconta il custode - mi fece vedere una lettera affettuosa di Totò e un telegramma col quale le annunciavano proprio la morte dell’attore». Quattro anni fa nacque una buona amicizia tra Ede-Dorian e la famiglia di Schinco, che a Natale la invitava a pranzo per non lasciarla sola. E lei ricambiava a suo modo, raccontando la vita dorata d’una volta. Recitava, cantava. Una volta intonò ”Malafemmena” e raccontò di quando uno scugnizzo voleva amoreggiare con lei sul lungomare di Napoli. Proprio grazie all’aiuto dei coniugi Schinco, tra il ’94 e il ’95 era riuscita a liberarsi dell’alcool («Era tornata bella»), e raccontò divertita di quando fu insidiata da un collega e venne salvata da quell’abbraccio dall’intervento d’una Mangano furente, che voleva spaccare un vaso in testa al bruto. E quando la Mangano morì, pianse a dirotto. «Una sera - ricorda la signora Sassone - mi chiamò per dirmi di salire da lei, ma io le dissi che non potevo. Si arrabbiò e pretese che salissi lo stesso. Allora andai e quando mi aprì la porta rimasi a bocca aperta: si era fatta bella, truccata, e con una lunga collana al collo. ”Vedi com’ero?”, disse».
• E una collana di conchiglie, Ede-Dorian regalò ad Alessandra, 14 anni, la figlia dei custodi. Poi tornò a star male, e diceva che era stanca di vivere e desiderava riabbracciare «mamma e papi», i genitori. Mercoledì scorso era ancora una volta caduta in casa. La signora Bonomo era accorsa ma, trovando la porta chiusa, aveva chiamato i vigili del fuoco. Negli ultimi giorni, il peggioramento. Chiedeva aiuto e la dirimpettaia era sempre pronta, dopo che l’amicizia con i custodi si era allentata («Una sera la invitai per il suo bene a non bere più - dice Schinco -, e lei mi cacciò di casa»).
• Questa la storia degli ultimi tempi di Ede Clemente, nata nel ’34. Anche Dorian Gray, per un dizionario del cinema, era nata in quell’anno. Ma i ritagli di archivio dicono che il vero nome di Dorian Gray (nome d’arte preso dal romanzo di Oscar Wilde Il ritratto di Dorian Gray) era Maria Luisa Mangini. Come sciogliere il mistero? Chi era Ede Clemente? Questo era forse il nome del marito (aveva anche avuto una figlia, morta da bambina)? Il cronista ha creduto di essere fortunato quando ieri mattina ha visto due suoi parenti, venuti in via Bagarotti per portar via le cose della congiunta. «La signora viveva sola?», ha chiesto a uno dei due. «Vivere qui era una sua scelta», questi ha gelidamente risposto. «Quale suo film ricorda più volentieri»? E lui: «Quale film? La signora non ha fatto niente». Ma come? Ne ha fatti molti, ha obiettato il cronista. «State prendendo un abbaglio. La signora non è quella che pensate voi». Non era Dorian Gray, l’attrice? «No». «Ma molte persone ne sono convinte, vuole aiutarci a capire, perché non si scrivano inesattezze sul conto della sua parente?». «Non me ne frega niente». Il cronista ha anche chiamato esperti del cinema e del teatro (Dorian Gray cominciò la carriera in una rivista estiva al Teatro Dal Verme), compreso Italo Terzoli, che la ebbe in compagnia per ”Sogno di un Walter” con Walter Chiari. Ma nessuno sa dire che fine abbia fatto quell’attrice così bella e brava, che recitò anche per Antonioni nel film ”Il grido”. Se non era Ede Clemente, che ne è stato, allora, di Dorian Gray?