Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 10 febbraio 1997
«Bene, Italia
• «Bene, Italia. Avanti così. Gli sforzi fatti per entrare nell’Unione monetaria vanno nella giusta direzione. Ma non è ancora abbastanza». Ulrich Cartellieri, 59 anni portati con disinvoltura, parla senza peli sulla lingua: è abituato a dar giudizi «scomodi» sulle previsioni economiche, di cui si occupa principalmente. Da quandici anni è membro del Consiglio di amministrazione della Deutsche Bank, la numero uno della finanza europea, in grado di muovere migliaia di marchi come se fossero noccioline. Cartellieri è d’origine italiana. Ama l’Italia e si sente ancora un po’ «milanese». Ma non al punto da credere che l’Italia possa entrare tra le prime nell’Unione monetaria. Europeista convinto, la scorsa settimana ha suscitato un putiferio a Davos.
• La Germania, allora, non vuole l’Italia nella moneta unica?
«Non è vero che non si voglia l’Italia: non ho alcun dubbio che possa farcela. E si riconoscono gli sforzi che sta facendo per adeguarsi ai criteri di Maastricht. Ma ci sono ancora molti problemi. Sarebbe più utile per l’economia italiana seguire la strada dell’adeguamento monetario all’interno dello Sme 2 piuttosto che far parte del primo round di Paesi ed aver poi enormi problemi con una valuta troppo forte. Basta guardare alle difficoltà incontrate oggi dalle esportazioni».
Che cosa ne deduce?
«Noi non vediamo ancora una sostenibilità, una durevolezza nell’atteggiamento italiano. Sarebbe quindi nell’interesse dell’economia italiana non fare uno sforzo superiore alle sue forze in tempi troppo brevi».
(Ulrich Cartellieri a Marika De Feo)
• Ma per il presidente del Consiglio Prodi, si pone un problema politico serio...
«Non vogliamo scoraggiare gli italiani: noi li mettiamo in guardia da attese sbagliate, che potrebbero danneggiare molto l’Italia e potrebbero esser pagate con aumenti dei prezzi, difficoltà nell’esportazione e maggior disoccupazione».
Ed il danno sarebbe solo italiano?
«Sarebbe dannoso per tutti i Paesi del nocciolo duro se l’Italia improvvisamente avesse difficoltà di adeguamento della moneta, perché non ci sarebbero più meccanismi in grado di salvarla. Per questo a Davos ho parlato di una potenziale ”bomba a orologeria”. Che potrebbe ritorcersi contro l’Italia e far saltare l’Unione monetaria».
(Ulrich Cartellieri a Marika De Feo)
• Ma anche Francia e Germania hanno seri problemi di adeguamento ai criteri di Maastricht...
«Francia e Germania hanno i tassi di cambio praticamente invariati già da dieci anni e le rispettive industrie sono già molto integrate. E vero che ci sono problemi strutturali, ma l’Italia non può esser messa sullo stesso piano dei Paesi del nocciolo duro».
Non sarebbe meglio un rinvio, per aspettare l’Italia e la Spagna?
«Non vedo ragioni per farlo».
(Ulrich Cartellieri a Marika De Feo).