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 1996  dicembre 23 Lunedì calendario

Caro Montanelli, sfogliando tra i ritagli di giornale di questi ultimi tempi, eccone uno che mi ha fatto tanta tristezza: ”La morte discreta della moglie di Cuccia

• Caro Montanelli, sfogliando tra i ritagli di giornale di questi ultimi tempi, eccone uno che mi ha fatto tanta tristezza: ”La morte discreta della moglie di Cuccia. Idea Nuova Socialista, nata nel 1905, si è spenta il 12 ottobre”. In questi giorni di convulsa ed arrabbiata vita politica, penso a questo silenzioso banchiere siciliano che, dall’eremo del suo ufficio milanese, muove le fila dei magnati dell’alta finanza italiana, come un puparo le marionette del teatrino. L’ultima ”Garzantina” recita: «Stratega e regista delle più delicate operazioni finanziarie del secondo dopoguerra...», limitandosi alla descrizione succinta delle sue qualità professionali. Ma dell’umanità di questo riservatissimo signore che ha accompagnato con estrema discrezione all’ultima dimora la sua compagna novantenne, chi ce ne può parlare se non lei? Bruno Urciuoli, Chiavari (Ge)
• Caro Urciuoli, del banchiere Cuccia e delle sue complesse strategie finanziarie non posso dirle assolutamente nulla perché nulla ne so, e nulla ho mai cercato di saperne. Forse è per questo, o anche per questo, che ogni tanto Cuccia m’invita a pranzo nella sede di Mediobanca: sa benissimo che io non gli faccio domande. E forse anche confida nel fatto che se per sventatezza gliene facessi qualcuna, non capirei niente della sua risposta quale che fosse. A tavola siamo di solito in quattro: lui, io, Cingano e Maranghi. A me, come ospite, è riservato il posto d’onore: che non è quello alla destra di Cuccia, ma alla destra di Cingano perché il Presidente di Mediobanca è lui, e Cuccia tiene moltissimo a farlo risaltare. Quella di Cuccia padre-padrone, che tratta i collaboratori come suoi impiegati, è pura leggenda. Come tutti gli uomini veramente autorevoli, perché tali li ha fatti madre-natura, Cuccia non ha bisogno d’imporre la sua autorità. S’impone da sola. La riconosco e sento anch’io che pure non ho con lui nessun rapporto né di affari, né professionale.
• Di cosa parliamo? più facile e svelto dire di cosa non parliamo: né di finanza, né della sua vita privata. Di sua moglie io sapevo soltanto (perché era cosa nota a tutti) ch’era figlia del grande Beneduce e che sua sorella (lei la conoscevo benissimo) aveva sposato Remigio Paone, ch’era l’antitesi umana di Cuccia: napoletano estroverso, uomo di teatro e di spettacolo spesso crivellato di debiti (una volta scrissi che ne aveva per cinquecento milioni. Mi telefonò arrabbiatissimo: «Mi fai passare per un morto di fame: macché cinquecento! Settecentocinquanta sono!»). Cuccia, di sua moglie, non mi aveva mai fatto parola, come se non esistesse, né mai avrei immaginato che ne risentisse tanto il lutto. Cingano mi ha raccontato che negli ultimi tre mesi Cuccia, che non si era mai allontanato, nemmeno per un giorno, da Milano e da Mediobanca, era irreperibile: inchiodato al capezzale di lei in clinica. Con me Cuccia non parla che di cultura, e non è facile tenergli testa perché ha letto e legge moltissimo: quando lo faccia, non lo so. Ma fatto sta che non sbaglia un riferimento, specie in materia di memorialismo francese. E tanto è geloso della sua vita privata quanto è rispettoso di quella altrui. Io, della mia, non gli ho mai raccontato nulla perché sono sicuro che, se lo facessi, mi giudicherebbe male.
• Qualcuno dice che lui si confida solo con se stesso quando, di notte, si mette a stendere le sue memorie. Credo di poterlo escludere nella maniera più assoluta. Cuccia si porterà nella tomba, speriamo il più tardi possibile, tutti i suoi segreti. Di scritto, sono sicuro, che non lascerà nulla, come sono sicuro che nulla lascerà di patrimonio. Il grande regista della finanza italiana, che decide quotidianamente la sorte di migliaia di miliardi, non ha una lira: sono pronto a giurarci. Anche questo fa di lui il personaggio più singolare, anche se il meno appariscente, che ho conosciuto. In questa settimana devo tornare a pranzo da lui. Spero che questa ”stanza” non sia ancora uscita, o che comunque lui non l’abbia letta.