Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 5 luglio 1997
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• Antonia De Mita diventa giornalista professionista nel febbraio del ’96. Nell’agosto di quell’anno viene assunta a Tmc2 per occuparsi di una rubrica di cinema. Esordio il 3 dicembre: intervista a domicilio Maria Grazia Cucinotta e si fa mostrare la sua collezione di reggiseni. Prima esperienza giornalistica nel quotidiano (poi fallito) "L’Informazione" di Mario Pendinelli, dove lavora per qualche settimana alla cultura per poi passare in cronaca dove già lavoravano: Mario Scelba, figlio di Tanino, addetto ai rapporti con la stampa del presidente della Repubblica; Valentina Loiero, figlia di Agazio, ex deputato Dc, ex sottosegretario all’Interno, ora senatore del Polo; Lucrezia Agnes, figlia di Biagio, presidente Stet fino alla fine del ’97; Andrea Manzi, figlio di un sindaco del salernitano vicino a De Mita, ecc. Dopo la chiusura dell’"Informazione" Antonia De Mita passò al "Tempo" per concludere il praticantato. Il primo giorno di lavoro non si presentò perché il suo aereo da Los Angeles era partito in ritardo. Cosa che spiegò al suo caposervizio soltanto il giorno seguente.
• Vittorio Bobo Craxi a 26 anni è eletto consigliere del Comune di Milano, lo stesso in cui lo zio Paolo Pillitteri è sindaco. A 27 anni viene nominato (dal padre Bettino) segretario della sezione cittadina del Psi. All’inizio del ’94 diventa padre di Vittoria, così chiamata in onore dello stesso padre, della figlia di Nenni (morta in un campo di concentramento) e di due nonni, quello paterno, ferroviere socialista di Pistoia, e quello materno, viceprefetto di Milano dopo la Liberazione. Nel 1995 ha presentato una denuncia dei redditi con un imponibile di circa 60 milioni, frutto di collaborazioni giornalistiche soprattutto con la casa editrice degli ex-giornalisti dell’"Avanti!". Possiede una vecchia Fiat Duna, non abita più nell’appartamento di via Foppa, a Milano, dove un tempo viveva accanto al padre. Si è trasferito ai Parioli, a Roma. Una volta al mese va in Tunisia da papà. Anche la moglie Scintilla "Scilla" Cicconi vive a Roma e continua ad occuparsi di moda. Bobo lavora come consulente per ditte di medie dimensione che lavorano nei paesi del Maghreb, Tunisia compresa. La sorella Stefania continua a fare la produttrice televisiva. La sua partecipazione alla realizzazione della soap di Minoli, "Un posto al sole", ha suscitato polemiche.
• Susanna Mazzoleni, detta "Susi", moglie di Antonio Di Pietro (si sono sposati nel dicembre del 1994 dopo sette anni di convivenza e la nascita di due figli, Anna e Antonio), figlia di Arbace (tra i più importanti avvocati di Bergamo, socialista vecchio stampo, strapperà la tessera all’avvio di Mani pulite), si vanta di "essere una provinciale" e di non aver "mai dormito a Milano nemmeno una notte". Bergamasca di Curno, conosce Di Pietro e se ne innamora nell’83, durante un processo. La leggenda dice che lui è diventato magistrato per via del nonno Giovannino: derubato, il vecchio riebbe la sua giumenta solo dopo sette anni di processi e lungaggini burocratiche. Antonio era un bambino, decise allora di lottare contro l’ingiustizia. Eccetera eccetera. A causa delle condizioni economiche della famiglia, raccolse olive e governò bestie per anni. Laurea in Giurisprudenza solo a 29 anni. Nel frattempo la moglie Isabella Ferrari, come lui di Montenero di Bisaccia, si era stufata: malgrado la nascita di un figlio, Cristiano, oggi poliziotto, il matrimonio andò in pezzi. Nel 1981 Di Pietro è commissario di pubblica sicurezza a Milano. Due anni dopo è magistrato.
• Angela Bossi, dieci anni meno del fratello Umberto, sposata con Pierangelo Brivio, commerciante di macchinari per lavanderie e stirerie. Hanno due figli: Cinzia, 16 anni, e Matteo, 11. Angela e Umberto non si parlano da dieci anni. Nella lite è coinvolta anche la madre, Ida Mauri, 77 anni, che abita davanti alla figlia ma non riesce più a parlare con lei. Umberto dice di Angela: «E’ una casalinga buona solo a cucinare le bistecche, un dramma che mi è capitato tra le palle». Angela e il marito hanno rotto con Umberto nell’aprile dell’87, in piena campagna elettorale, per la questione della lista dei candidati alla Camera: il cognato voleva essere messo in lista al secondo posto, proprio dopo l’Umberto, per diventare deputato qualora (come è poi successo) il cognato fosse stato eletto senatore. Il posto in lista (e alla Camera) fu invece dato all’amico fraterno di Umberto, l’architetto varesino Giuseppe Leoni. Angela e il marito hanno continuato da soli a far politica con l’Alleanza lombarda e con la Lega Angela Bossi. Lei giura che a Samarate (paese natio dei fratelli Bossi) tutti chiamano Umberto "el mantegnù", il mantenuto.
• Il cognato di Bobo Craxi, Umberto Cicconi, incontrò Bettino, appena nominato segretario, al Palazzo dei congressi di Roma. Era in corso un Comitato centrale del Psi. Cicconi era socialista come tutti in famiglia, scattò una foto di Bettino sul palco, il capo chino tra i fogli, la penna in mano, gli occhiali sulla fronte. Alle sue spalle, una gigantografia di Nenni ritratto nell’identica posizione. Il capo disse: "E’ un capolavoro". Ne fece stampare un centinaio di migliaia di esemplari autografati e li fece distribuire. Il giorno dopo mandò a chiamare il giovane Cicconi e gli disse: "Da oggi tu lavorerai per me". Cicconi diventò per i colleghi "il reporter del Re Sole".