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 1998  luglio 06 Lunedì calendario

La Casamance è una regione del Senegal separata dal resto del paese dal piccolo Stato del Gambia: da sedici anni vi si combatte una guerriglia separatista, motivo dichiarato il diritto di sfruttare risorse petrolifere che si ritengono molto ricche (benché prima dell’inizio dell’ostilità fossero stati trovati giacimenti piuttosto piccoli)

• La Casamance è una regione del Senegal separata dal resto del paese dal piccolo Stato del Gambia: da sedici anni vi si combatte una guerriglia separatista, motivo dichiarato il diritto di sfruttare risorse petrolifere che si ritengono molto ricche (benché prima dell’inizio dell’ostilità fossero stati trovati giacimenti piuttosto piccoli). I guerriglieri del Mfdc (Movement des forces démocratiques de la Casamance) si nascondono nella giungla e si finanziano con estorsioni e marijuana. Dal 7 giugno la guerriglia si è estesa alla vicina Guinea Bissau dove l’esercito è diviso in due fazioni che si combattono commettendo atrocità a danni dei civili.
• La Guinea Equatoriale estrae dai suoi giacimenti costieri circa 80 mila barili di petrolio al giorno: il ricavato va quasi interamente a membri del governo, la benzina è scarsa e costa circa mille e cinquecento lire il litro. Gli operai delle piattoforme petrolifere hanno gli stipendi più alti del Paese, circa 60 mila lire mensili contro una media di 30 mila. Principali clienti petroliferi del Paese sono gli Stati Uniti e in particolare la Mobil Oil: la compagnia mantiene a sue spese l’ambasciata di Guinea a Washington e i suoi diplomatici alle Nazioni Unite, paga inoltre il conto dello studio Black, Manafort, Stone e Kelly che dal 1995 sta curando l’immagine internazionale della Guinea (la società ha una notevole esperienza in Africa avendo svolto lo stesso compito per il presidente dell’ex Zaire Mobutu Sese Seko e per Jonas Savimbi, leader dell’Unità in Angola). Altra società americana in Guinea: la Strategic Concepts, che sta riscrivendo il corpo legislativo e organizzò le elezioni presidenziali del 1996 (se ne occupò Sean M. Cleary, esperto elettorale sudafricano dei tempi dell’apartheid: in alcune circoscrizioni l’attuale presidente guineano Obiang ebbe più voti del numero di elettori).
• L’estrazione di petrolio dai giacimenti marini della Guinea Equatoriale, iniziata di recente dalla Mobil Oil Corp, ha fatto guadagnare al paese, solo lo scorso anno, circa 100 milioni di dollari, raddoppiandone il prodotto interno lordo. Dal solo Safiro (giacimento di grande profondità) si estraggono circa 80 mila barili di petrolio al giorno: secondo il ministero questo giacimento non rappresenta che un decimo del potenziale petrolifero del paese. Nei prossimi 20 anni le compagnie occidentali investiranno nel Golfo di Guinea dai 40 ai 60 miliardi di dollari: «Il potenziale qui è enorme. Si scoprono nuovi giacimenti ogni due o tre mesi: tutte le compagnie petrolifere vogliono ottenere una concessione» (Jean- François Gavalda della Elf Aquitane).
• L’importanza delle riserve del Golfo di Guinea si è resa evidente lo scorso dicembre quando Madeleine Albright insisté per inserire l’Angola nel suo primo viaggio in Africa come Segretario di Stato americano: «Presto l’Angola fornirà il 10 per cento delle importazioni petrolifere degli Stati Uniti, cioè molto più del Kuwait durante la guerra del Golfo. Perciò non ha senso visitare l’Africa centrale senza passare per l’Angola» (James P. Rubin, portavoce del Dipartimento di Stato americano). In questo Paese le compagnie americane trovano la concorrenza di quelle francesi e particolarmente della Elf: lo scorso anno nel giro di sei mesi la compagnia ha annunciato la scoperta di due grandi giacimenti marittimi - Dalia e Girasol - ognuno dei quali contiene riserve per miliardi di barili. Il 60 per cento dell’intera produzione petrolifera della Elf viene dai giacimenti nel Golfo di Guinea (prima della guerra nel Congo vi aprì il più grande impianto di estrazione ad alta profondità del mondo) 3
• La Francia è coinvolta nella destituzione di Pascal Lissouba (avvenuta alla metà di ottobre dello scorso anno dopo quattro mesi di violenta guerra civile) presidente liberamente eletto del Congo-Brazzaville. Venne spodestato da Denis Sassou N’Guesso, con il quale il presidente Jacques Chirac si congratulò nemmeno 48 ore dopo il suo insediamento. Lissouba era diventato pericoloso per gli interessi petroliferi di Parigi da quando nel 1993, a corto di denaro, negoziò un contratto (pagato in anticipo) con la compagnia calliforniana Oxy-Occidental Petroleum. La pressione diplomatica francese lo costrinse a rinunciare, mentre la Elf prendeva segretamente contatti con i suoi avversari politici. Il caso venne scoperto da alcuni giornalisti di "Liberation" e "Le Canard enchaîné" che denunciarono il ruolo della Elf (e delle finanziarie controllate Fiba-French Intencontinental Bank e Siba) quale strumento segreto della politica estera francese. 3