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 1997  settembre 29 Lunedì calendario

”Le interesserebbe parlare con la vera talpa?”

• ”Le interesserebbe parlare con la vera talpa?”. Si, ci interessa. Questo vuol dire - intanto - che la signora Ceccarelli non c’entra con questa storia, non è lei la talpa dell’Inps... ’No. Sono stato io a prelevare i dati sugli ”stipendi d’oro” della Rai e a consegnarli al Mondo. La Ceccarelli non c’entra. Era all’oscuro di tutto. Le chiedo, però, di non fare il mio nome». Si presenta così, alle sei del pomeriggio, in redazione. Da solo. In mano il numero de ”Il Mondo” che riporta gli stipendi di giornalisti e dirigenti della Tv di Stato. Mercoledì la polizia giudiziari ha perquisito la casa di una dipendente, Patrizia Ceccarelli, ha ispezionato il suo ufficio - sede Inps-Anagnina - sequestrato del materiale. la direzione generale dell’Istituto che ha voluto questa indagine avviata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. Lui dice di essere l’uomo che cercano.
• Perché ha deciso di parlare? ’La verità? I miei figli. Mi hanno guardato in faccia e mi hanno detto: non puoi farlo, non è giusto che qualcuno paghi al posto tuo. dura sa? Ricevere una lezione da loro. Patrizia Ceccarelli è indagata. Dovevo farlo. Io so che è una specie di suicidio, che dopo questa intervista arriveranno. Non è facile per me stare qui. Spiegare, essere creduto, dire le ragioni. Che poi, quando mi prenderanno, a loro delle motivazioni mie non gli importerà nulla... E poi il suo articolo finiva con la frase: ”operazione impiegati puliti”. Questo non è giusto. Io devo dire perché l’abbiamo fatto...”. Abbiamo? ’...perché l’ho fatto”. Quali sono queste ragioni? ’Sono cinque anni che facciamo questa attività...”. Facciamo? ’... che faccio questa attività. Io sono un orfano del Pci. Il mio mito era Berlinguer. Mia madre mi diceva: non avere mai tessere, ma ricordati che dietro quella bandiera rossa c’è la giustizia e la libertà. Un giorno, all’Inps scoprimmo che esistevano programmi che la Pubblica Amministrazione non aveva mai utilizzato. Programmi in grado di radiografare ogni singolo cittadino: si poteva sapere vita, morte e miracoli di tutti: le macchine, le case, le barche... tutto. Prendemmo contatti con ”Avvenimenti” e cominciammo a fare ricerche su alcuni nominativi: quelli più noti. Allora la domanda era: se la Pubblica Amministrazione ha questi programmi perché non li usa, ad esempio, per combattere l’evasione fiscale?”.
• Come si arriva alla divulgazione degli stipendi Rai? ’Siamo in un momento in cui si discute di Stato sociale, così un carpentiere che ha 35 anni di contributi potrebbe trovarsi a dover salire sui tubi Innocenti per altri 5. Contemporaneamente, ci troviamo di fronte a casi in cui giornalisti, dirigenti pubblici o bancari incassano stipendi d’oro, pensioni d’oro... E qui torniamo al fatto che ci sentiamo, siamo orfani del Pci...». E quindi alla voglia di farsi giustizia da soli? ’Sì, in un certo senso è così. Il nostro è il tentativo di far nascere un sano odio sociale nella gente, un senso di ribellione che metta un limite a questo stato di cose...”. Viaggiamo verso la logica delle Br... ’Naturalmente no. Parliamo di una ribellione culturale e politica”.
• Quali altri dati ha prelevato dall’Inps? ’I dati sulle donazioni di Berlusconi, alcuni casi clamorosi di evasione fiscale finiti in programmi tv condotti da giornalisti, i falsi invalidi, le pensioni Fs, quelle di alti dirigenti dell’Iri...” Quando faceva questo lavoro? ’Appena potevo. Spesso fuori orario o prendendomi qualche giorno di ferie”. Quanto tempo ha richiesto stampare i tabulati Rai? ’Tre ore al giorno, per tre giorni”. Qual è l’ultima volta che si è collegato con questi programmi? ’Stamattina. Lo dovevo fare. In parte per una verifica di alcuni dati su un parlamentare evasore fiscale, in parte perché non farlo sarebbe stato un segno di resa”. Perché ha usato proprio il codice della Ceccarelli? ’Ma non usavamo solo il suo! Utilizzavamo diversi tesserini magnetici e differenti macchinette; la maggior parte degli impiegati li lascia nel cassetto con accanto scritto il codice personale di accesso...». Non pensava che li avrebbe messi nei pasticci? ’Vede, da noi fortunatamente c’è gente che crede ancora nell’uso sociale del proprio lavoro. E allora anche se non sapevano nulla, ci sentivamo circondati da un’atmosfera di solidarietà”. Qual era il codice di accesso della signora Ceccarelli? ’La sua data di nascita”. Ha preso soldi per il lavoro che ha fatto? ’Mai. Per me è un servizio sociale. fare una cosa che dovrebbe fare lo Stato”.
• Ma chi le dà il diritto di sostituirsi allo Stato? ’Visto che lo Stato si dimentica di fare alcune cose, le faccio io. E poi lo Stato sono anche io, siamo noi. Ah! Una cosa l’ho ricevuta in cambio: due libri scritti da un giornalista con dedica: uno era per mia madre, l’altro per la mia compagna, i miei figli. stato il regalo più bello”. Sa che venendo qui si è reso comunque identificabile? ’Sì lo so. Anche per questo non è stato facile, non è facile questo momento. Rischio anche di perdere il posto. La polizia, poi, mi mette soggezione”. Lei quanto guadagna? ’Tre milioni e mezzo al mese. Sono un privilegiato”.