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 1997  marzo 24 Lunedì calendario

Ridacchiavamo quando Fabio Della Vida, agente di tennisti, affermava scuotendo la testa:«Ormai gli scout vanno ai tornei delle mamme incinte»

• Ridacchiavamo quando Fabio Della Vida, agente di tennisti, affermava scuotendo la testa:«Ormai gli scout vanno ai tornei delle mamme incinte». Ma Fabio, erede del più grande uomi di tennis italiano, Carletto, vedeva molto avanti. E così non ridacchiammo più, quando Monica Seles divenne la più giovane numero uno del mondo, a 17 anni, 3 mesi e 9 giorni. Sulla strada di simile recordo giacevano, se non proprio gli scheletri, i simboli traumatici di mille incidenti occorsi ad altre predestinate, la Austin, la Jager, la Capriati. Tutte egualmente avvinte da legami edipici con mamme e papà frustrati, gente che si serviva delle pargole per afferrare quelle affermazioni che il destino o l’inettitudine, avevano negato loro. Una regola antica, iniziata il giorno in cui morì il piccolo Philippe Lenghen, e suo papà Charles tolse di peso la sorellina Suzanne dalla stanza giochi imponendole di saltare la corda finché fosse mezza svenuta.
• E adesso, dopo che Monica é stata accoltellata nella schiena, dopo che suo papà Karolj, il meno fanatico di tutti sta per morire, io mi ritrovo qui a cantare il trionfo della nuova campionessa. La più giovane di tutte e, almeno all’apparenza, la più sorridente, chissà se più felice. Ma son cose che si vedranno tra qualche anno, quando le banche di Vaduz, che si trova a chilometri da Trubbach, residenza di Martina dovranno affrontare qualche sopralzo, per contenere tutto il denaro guadagnato tra premi e sponsor. Perchè, se Herr Peter Graf ha evaso più di venti miliardi quanti ne avrà guadagnati Steffi? E quanti ne guadagnerà la nuova stella, se gli dei l’assistono? Cento, duecento? L’importante che riesca a mantenersi integra, cosa che per ora appare possibile, data la sua enorme facilità di gioco, che mi fa nuovamente pensare alla Lenglen, ancor prima che a Maureen Connolly o a Chris Evert.
• Martina rientra infatti nella categoria delle tenniste donna-donna, e non amazzoni, il caso della Gibson, Court Smith, Navratilova. Sportive, cioè, la cui muscolatura sempre rimase monda da steroidi, e addirittura da ipetrofie, magari anche naturali ma sempre ingombranti. Questo tipo di tennista, per la limitata lunghezza delle braccia e dell’allungo, non si fece vedere più di tanto a rete confermando quel che diceva il gran sarto del tennis, Ted Tinling: «Il campo di gioco è stato inventato dagli uominii per gli uomini. Se la Regina Vittoria avesse amato questo sport, non avrebbe consentito che la rete fosse lunga otto metri e mezzo». Ted Tinling aveva ragione. Infatti, ancor oggi, è quasi impossibile vedere una donna che giochi come gli uomini. E se lo fa, spesso perde.
• Martina Hingis, infatti, a rete ci va poco. Per naturale saggezza e perchè la sua volé non è ancora tecnicamente perfetta. Ci va soltanto al seguito dei suoi profondissimi, incrociatissimi tiri, quando deve impartire alla palla la benedizione, come la chiama Tommasi. E cioè un tocchetto elementare, simile a quello che riesce anche a me e a voi, aficionados. Ma, per arrivare alla benedizione, Martina si è ben concentrata in una litania di colpi che hanno costretto avversarie più forti, più vecchie, più esperte di lei a corse mozzafiato. Perchè nessuna come lei sa usare il campo quasi fosse una scacchiera, nessuna sa entrare con tanto tempismo e leggerezza dentro le righe, nessuna sa colpire la palla nell’ascesa, e sfruttare la forza dell’avversario. Sa fare, Martina, di uno sport quale il tennis, un’arte marziale dolce come lo judo.
• Non traspare mai sforzo, su quelle guance alla pesca, su quel visino ancora infantile e sorprendemente sorridente. E, ad accrescere l’espressione pacata, ispirata, ci sono quei due occhioni acquamarina, simili a quelli che dipingeva Modigliani. Dal suo istinto, Martina si lascia condurre, quasi quanto dai cavalli con i quali ha intessuto sodalizi per ora negati agli uomini. Fin qui, insomma, tutto è scivolato sulle onde della predestinazione, tutto è riuscito a questa incredibile, piccola Minerva, che diventerà numero Uno mondiale il 31 marzo, a 16 anni 6 mesi e un giorno. Che gli Dei bianchi continuino ad aiutarla.