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 1997  marzo 24 Lunedì calendario

L’assegnazione delle frequenze televisive procede tra diatribe furibonde

• L’assegnazione delle frequenze televisive procede tra diatribe furibonde. L’assegnazione delle emittenti ai canali dei nostri apparecchi domestici va invece ordinatamente avanti, rispettando un codice mai stabilito secondo il quale, terminata la traccia numerica con Canale 5 sul 5, una stessa illuminazione ci porta tutti a memorizzare Italia Uno sul 6. Chiunque si avventuri dal 7 in poi lo fa a proprio rischio. Oltre il 7 si entra in una serra-laboratorio simile a quella di Mansueto Tettamanzi, procuratore legale, ma anche naturalista, nella quale ci attendono melanzane mostruose e altri classici della teratologia televisiva. Le piccole emittenti, quelle trans-settane, hanno purtroppo da tempo rinunciato a produrre varietà e fiction e nel loro ciclo continuo di venditori l’unica isola di sano divertimento resta quella occupata dal calcio.
• Queste emissioni, che per comodità chiameremo TMC (un lucido richiamo all’attualità, ma anche l’acrostico di Trasmissioni Minori sul Calcio), vanno in onda dalle 23 di domenica alle 24 di martedì. Il trucco è quello di arrivare dopo le emissioni maggiori, ossia dopo che le sequenze dei gol e dei presunti rigori sono state viste e assimilate. Dopo che tutti i calciatori, gli allenatori e i presidenti hanno espresso il proprio pensiero ripresi davanti a distese di marchi pubblicitari. Allora, mentre Raimondo Vianello e Paola Ferrari si apprestano finalmente a coricarsi arrivano le TMC, fatte assolutamente con il nulla, senza immagini, senza inviati, senza moviola.
• Per fare uno ”Speciale Campionato” su Tele Foggia Color International (giuro di averla vista nel lontano 1986) basta una telecamera fissa puntata contro due divanetti recuperati in qualche discarica e sui quali si infervorano un oste, un cronista, tre tifosi amici dell’oste e la caposquadra delle majorettes locali, emulativamente scosciata e messa a sedere su uno sgabello. Si parla per una o anche due ore, solo la majorette resta zitta; non c’è limite, non c’è difficoltà. la pura trasposizione in uno studio televisivo delle stesse conversazioni calcistiche che si possono fare sul tram, dal barbiere, durante la pausa mensa.
• Perché farle? Perché guardarle? Misteri. Le TMC dedicate agli eventi delle partite di serie A sono già dei gioielli, ma ancora più preziosi sono quei programmi dedicati alle squadre locali del girone parrocchiale, durante il quale ci si permettono svariati lussi, come l’avere ospite in studio l’intera squadra del Perdasdefogu o ancora il diffondere la telecronaca registrata dell’incontro Poviglio-Castelnuovo di Sotto, con quindici spettatori, nessuno pagante, sparsi lungo i bordi del campo che non ha tribune. Questo però non durerà, perché tra poco l’unico incontro calcistico che la nostra Rai potrà trasmettere sarà proprio Poviglio-Castelnuovo di Sotto, strappandone i diritti a Tele Gattatico dopo un’asta giocata a colpi di banconote da diecimila lire.
• Anche se è il calcio lo sport che più appassiona il popolo non si possono dimenticare certe trasmissioni dedicate al ciclismo da emittenti valligiane della bergamasca, incomprensibili per montaggio e dizione e replicate con una frequenza simile a quella dei notiziari sulla CNN, ossia in continuo. Intanto tra l’infinitamente grande (Maurizio Mosca) e l’infinitamente piccolo (le TMC) c’è un mondo telecalcistico intermedio di vanità assoluta in cui si muovono personaggi come ex calciatori, ex giornalisti, esperti d’ogni genere e di più diversa provenienza, tifosi che s’agitano al richiamo della telecamera oppure le abili vallette pattinatrici dai seni incomprimibili di ”Antenna Tredici” sull’emittente legnanese Antenna Tre (notare il raffinato gioco di parole).