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 1996  dicembre 16 Lunedì calendario

Il giallo più bello l’ha scritto con la sua morte

• Il giallo più bello l’ha scritto con la sua morte. Eugene Izzi, il più famoso scrittore di gialli di Chicago, è stato trovato cadavere in una stanza chiusa a chiave dall’interno. Causa della morte: impiccagione. Il corpo pendeva all’esterno dell’edificio, al quattordicesimo piano, con una corda stretta al collo. Suicidio od omicidio? La polizia è perplessa. Ma per i numerosi fans del giallista non vi sono dubbi: il Raymond Chandler di Chicago è la vittima di un delitto perfetto. Lo scrittore aveva ricevuto di recente numerose minacce di morte. Temeva di essere assassinato. Aveva cambiato casa e teneva l’indirizzo segreto. Dormiva spesso in ufficio, con una pistola P38 sempre a portata di mano. «Non aveva alcun motivo al mondo per uccidersi - giurano i suoi amici - Stava per pubblicare un nuovo romanzo. Era innamorato della moglie. Aveva due splendidi figli».
• Ma, è la domanda d’obbligo, come ha fatto l’assassino ad uscirne? «Izzi era un duro. Era conosciuto nel sottobosco criminale di Chicago. Suo padre era un ladro - racconta l’ex detective Bob Rice - Ha sempre lottato per emergere. Non si sarebbe mai suicidato». Anche la polizia stenta a credere al suicidio. Non sono state trovate lettere d’addio, mentre nelle tasche del cadavere, invece, sono stati scoperti messaggi di minaccia. «Se Izzi è stato assassinato, ci troviamo davanti ad un delitto perfetto - ammette il sergente John Shillen, che partecipa alle indagini - La porta dell’ufficio era chiusa a chiave dall’interno. Non vi sono tracce di sangue e di lotta. Tutto è rimasto in ordine. E lo scrittore aveva quasi cinquecento dollari in tasca».
• Sul volto del giallista, un uomo massiccio, che pesava oltre cento chili, sono state trovate alcune abrasioni. Ma potrebbero essere state provocate dallo sfregamento della faccia contro la superficie esterna dell’edificio del suo ufficio, dal quale è precipitato con la corda al collo, e che si trova nel pieno centro di Chicago.
• La polizia non è la sola ad indagare sulla misteriosa morte dello scrittore. Decine di appassionati dei suoi libri stanno cercando di risolvere il giallo, mentre si intrecciano le più svariate ipotesi. « un omicidio travestito da suicidio», sostengono alcuni. «No, è un suicidio mascherato da omicidio. Solo un grande giallista poteva ideare una morte così misteriosa», ribattono coloro che amano sottolineare quanto siano labili i confini fra realtà e fantasia.
• Per trovare in letteratura un primo ”caso della stanza chiusa” bisogna risalire alla prima metà dell’800, con ”Il delitto della Rue Morgue”, di Edgar Allan Poe. Grande successo, sempre nel secolo scorso, ebbe un altro romanzo, ”Il grande mistero di Bowx”, nato dalla fantasia di Israel Zangwill, eccentrico intellettuale socialista che scrisse quell’unico giallo. La stanza chiusa ha acceso la fantasia di molti scrittori. Famoso, agli inizi del ’900, il romanzo di Gaston Leroux. Con questo tipo di rompicapo si sono confrontati anche Ellery Queen e John Dickson Carr. Per non dire de ”L’assassinio del M. W. A.” (sigla che sta per Mistery Writers of America) di Robert Arthur che, nel 1951, immaginò l’omicidio di due scrittori di gialli, uno di seguito all’altro. Sempre in una stanza chiusa.