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 2000  marzo 18 Sabato calendario

Dimenticati

• Cocciolone Maurizio. Pilota di tornado, 39 anni, ostaggio degli iracheni durante la Guerra del Golfo (fu abbattuto in volo, nella notte tra il 17 e il 18 gennaio ’91, con il comandante Gianmarco Bellini). Nei giorni della prigionia perse diciassette chili, gli iracheni mostrarono alla televisione lui anziché il collega Bellini ”perché ero il meno malridotto dei due”. Al ritorno in Italia fu accolto come un eroe. Dalla guerra del Golfo gli è venuta la sindrome di Horner, una paralisi che colpisce dall’occhio alla mano. Ha fatto un anno di terapia all’ospedale dell’Aquila, e, ”come tutti i cittadini”, si è dovuto pagare il ticket. Adesso governa il 72esimo gruppo It (Intercettori teleguidati, cioè missili a lunga gittata), una base dell’Aeronautica di 350 uomini, a Bovolone, in provincia di Verona. La passione per il volo l’aveva fin da bambino. A sette anni tese una corda tra un palo e un muretto, si appese a una carrucola e si lanciò. Risultato: due punti in testa.
• Di Rosa Donatella. Nota come Lady Golpe per aver parlato, nei primi anni Novanta, di un presunto colpo di Stato. Tuttora sotto inchiesta per truffa, tentata estorsione, calunnia e autocalunnia a scopo eversivo, vorrebbe essere soprannominata Perry Mason perché ha passato gli ultimi tre anni china sulle sue carte processuali, nello studio del compagno e avvocato Antonino Juvara, da lei chiamato Tony. I due, nati entrambi il 17 dicembre (ma lui è di vent’anni più vecchio), appassionati di letteratura e musica classica, vivono a Roma, in un residence della Collina Fleming con soggiorno minuscolo, mobili dozzinali, valigie aperte sul pavimento. Si conobbero grazie a un avvocato di Pietro Pacciani, lei s’innamorò subito della sua voce ”così roca, così sensuale”. Adesso Donatella Di Rosa s’è tinta di biondo i capelli rossi (’un vizio tipico delle quarantenni”) e compare tutta nuda su 53 pagine di siti Internet porno. Ha posato per ”Playman” senza nulla indosso (compenso di 30 milioni) ma anche vestita da suora, assieme a Marina Ripa di Meana (15 milioni). Nel suo futuro vede il processo, dai due agli otto anni di prigione (da tre a quindici con le aggravanti), una casa nella campagna romana con Tony e col figlio Daniele (che attualmente vive con il padre).
• Fiordelli Pietro. Vescovo di Prato in pensione, 83 anni. Il 12 agosto 1956 classificò come ”concubini” e ”pubblici peccatori” Mauro Bellandi e Loriana Nunziati, colpevoli di essersi sposati in Comune rifiutando il matrimonio religioso. I due, privati di tutti i sacramenti ( la loro casa non poteva essere benedetta, non potevano fare i padrini a battesimi e cresime, gli era negato anche il funerale religioso) querelarono Fiordelli. Il vescovo, condannato il 1° marzo 1958 per diffamazione (42mila lire di multa), fu poi assolto, otto mesi dopo, in appello. La sera prima del processo bussarono alla sua porta alcuni operai, in mano un foglio «zeppo di impronte di tante dita sporche, che cominciava così: ”Eccellenza, nostro padre, noi vi amiamo e preghiamo tanto per voi”. In fondo c’erano le firme di 150 compagni di lavoro». Il vescovo lo conserva ancora.
• Longari Giuliana. Cinquantasette anni, supercampionessa di ”Rischiatutto”. Nel 1970, in occasione dell’ultima puntata, attirò 25 milioni di telespettatori, stesso indice di ascolto (83 per cento) di Italia-Germania 4 - 3. Vinse in tutto 13 milioni in gettoni d’oro, di quello puro, 1000 carati (al tempo l’oro valeva 620 lire al grammo). In tasse se ne andarono 3 milioni, «provento straordinario da lavoro intellettuale». Dal 1972 è uno dei collaboratori esterni della Rai: scrive testi, propone programmi, fa montaggi e ricerche.
• Rossi Paolo. Goleador dei Mondiali di calcio ’82. A quei tempi i giornali lo definivano ”un modello unico che non può avere eredi”, ”un tesoro nazionale”, ”la meraviglia degli anni Ottanta”, ”il fidanzato d’Italia”, ”il centravanti più conteso”, ”un santo”, ”un idolo”,’un mito”, ”il ragazzo della porta accanto”, e così via. Il primo stipendio, nel 1976, al Como: 800mila lire al mese. A fine campionato, con i soldi avanzati (2 milioni e 929mila lire), si comprò la prima auto, una A112. Alla Juve aveva uno stipendio di 75 milioni netti l’anno, con i premi partita arrivava a 200. Adesso il ragionier Paolo Rossi da Prato, calciatore in pensione di anni 31, abita in un residence di Vicenza, ha investito nell’edilizia, ha una ditta con un amico, guadagna dagli ottanta ai cento milioni l’anno (’dipende dal mercato immobiliare”). Sul suo conto corrente, una trentina di milioni. Per strada lo riconoscono ancora, fa una cinquantina di autografi al giorno, talvolta anche di più.