Pallinato da Frammenti, Gruppo AAA, 27 aprile 1998
A maggio a Baku si incontreranno i rappresentanti di Unione Europea, Russia, Cina, Giappone, dei paesi del Caspio (Kazakhstan, Uzbekistan, Kirgyzstan, Tajikistan) e del Caucaso (Georgia, Armenia e Azerbaijan) per discutere la riapertura dell’antica strada carovaniera tra Asia ed Europa
• A maggio a Baku si incontreranno i rappresentanti di Unione Europea, Russia, Cina, Giappone, dei paesi del Caspio (Kazakhstan, Uzbekistan, Kirgyzstan, Tajikistan) e del Caucaso (Georgia, Armenia e Azerbaijan) per discutere la riapertura dell’antica strada carovaniera tra Asia ed Europa. Il percorso originale di 6.400 km. partiva dalla regione cinese dello Xian, percorreva un lungo tratto della Grande Muraglia, attraversava l’Afghanistan e l’Asia Centrale e terminava sul Mediterraneo. La conferenza è stata promossa dalla Commissione Europea (progetto Traseca, Eurasian Transport Link) e dall’ex ministro degli esteri olandese Hans Van den Broek. Prevista la costruzione di un’autostrada (esiste già un progetto delle Nazioni Unite sulla linea Berlino-Tashkent o Parigi-Tbilisi, Georgia), una linea ferroviaria, una telefonica in fibre ottiche, radiofari per la la navigazione aerea, oleodotti e gasdotti. La nuova via sarebbe una forte concorrente della ferrovia Transiberiana.
• Il ”Silk Road Strategy Act” presentato al Senato e alla Camera di Washington dal senatore Sam Brownback, repubblicano del Kansas prevede (oltre ai collegamenti energetici) l’incremento del controllo militare americano sulla regione del Caspio. Brownback spera «che la legge passi entro quest’anno in modo che possa essere applicata già dal prossimo: chiarirà la politica americana nell’Asia Centrale e nel Caucaso». Se ciò accadrà il presidente Clinton sarà libero di applicare tutti i mezzi diplomatici e militari a sua disposizione per impedire violenze nella regione.
• Lo scorso 15 aprile è stato firmato ad Atene un accordo tra Grecia e Armenia per l’addestramento di ufficiali dell’esercito armeno nelle accademie militari greche; conclusa anche un’intesa bilaterale per la cooperazione militare tra il sottosegretario alla difesa greco Dimitris Apostolakis ed il suo omologo armeno Vahan Sargissian; discussa la soluzione al problema del Nagorno-Karabakh (enclave armena in Azerbaijan occupata dall’esercito di Erevan). Mehemet Novruzoglu, ambasciatore azero ad Ankara, si è complimentato con l’Esercito turco per l’accordo su esercitazioni militari congiunte tra Turchia e Azerbaijan stretto durante la visita a Baku del capo di Stato Maggiore turco generale Ismail Hakki Karadayi. In Georgia durante lo stesso viaggio, Karadayi ha firmato con il Ministro della Difesa georgiano Vardiko Nadibaidze un accordo su cooperazione militare e fornitura di attrezzature belliche: è stato notato che da parte turca il trattato avrebbe dovuto avere la firma del Ministro della Difesa Ismet Sezgin (il fatto è stato giudicato come indice del controllo da parte dei militari della politica estera turca nel Caucaso).
• Il 14 aprile una nave da guerra americana ha scortato nel porto georgiano di Poti sul Mar Nero una motovedetta appena costruita, dono di Washington alla marina Georgiana (presto ne arriverà una seconda). La Germania, sempre gratuitamente, consegnerà una fregata (l’equipaggio georgiano si sta addestrando in una base navale tedesca). Altre navi da guerra sono state donate da Ucraina, Turchia e Grecia. Scopo degli omaggi: permettere alla Georgia di pattugliare il Mar Nero, nel quale la Russia è finora l’unico stato rivierasco con una credibile forza navale.
• Due anni fa il Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti e l’Accademia delle Scienze del Kazakhstan strinsero un accordo per l’utilizzo di un aereo spia ”P-3 Orion” della marina americana con lo scopo d’incentivare ricerche geologiche ed agricole, rilevazioni topografiche per strade e ferrovie. Secondo fonti russe dal velivolo non sarebbero però stati disattivati gli equipaggiamenti elettronici per lo spionaggio ad alta quota. A giugno e luglio scorsi l’aereo ha effettuato numerosi rilievi ai confini con la Russia: ad avvantaggiarsene sarebbero state le compagnie petrolifere americane.
• Il 23 aprile scorso il presidente turkmeno Saparmurat Niyazov ha incontrato a Washington il presidente americano Bill Clinton, il vice Al Gore e altri cinque alti ufficiali americani (il Segretario di Stato Madeleine Albright, quelli alla Difesa William Cohen, all’Agricoltura Dan Glickman, al Commercio William Daley e il dimissionario all’Energia Federico Peña). Sono stati firmati importanti accordi commerciali, scientifici, militari e finanziari. Fra questi uno studio di fattibilità per un gasdotto attraverso il Mar Caspio verso l’Azerbaijan e la Turchia, primo troncone del discusso oleodotto Baku-Ceyhan. L’Agenzia per il Commercio e lo Sviluppo americana (agenzia federale indipendente per l’incremento dell’export americano) ha garantito un finanziamento di 750 mila dollari: il valore del gasdotto da costruire è di almeno 2 miliardi e 800 milioni di dollari (il giro d’affari per le industrie americane coinvolte nel progetto sarà di circa 600 milioni di dollari). Lo studio sarà completato nel prossimo autunno. Niyazov non è stato ricevuto con grande entusiasmo (autonominatosi ”Turkmenbashi”, cioè ”padre dei Turkmeni”, nel 1994 richiese un referendum per prolungare il proprio mandato fino al 2002 ottenendo il 99,9 per cento di voti favorevoli; è accusato di gravi limitazioni alle libertà politiche e civili degli oppositori): l’unica sede ufficiale in cui è stato accolto calorosamente è stato il Pentagono (picchetto d’onore e banda militare alla presenza del Segretario alla Difesa).